La cucina futurista/giudizi sul futurismo

giudizi sul futurismo

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giudizi sul futurismo



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«Sono dolente di non poter intervenire al banchetto offerto a F. T. Marinetti. Ma desidero che vi giunga la mia fervida adesione che non è espressione formale ma vivo segno di grandissima simpatia per l’infaticabile e geniale assertore di italianità, per il poeta innovatore che mi ha dato la sensazione dell’oceano e della macchina, per il mio caro vecchio amico delle prime battaglie fasciste, per il soldato intrepido che ha offerto alla patria una passione indomita consacrata dal sangue».


«Con un brusco urto il Futurismo ha spezzato tutto un mondo artistico che andava dignitosamente imputridendo, e lo ha ridotto in frantumi, in polvere cosmica. Adesso rotea come una nebulosa incandescente e aspetta il creatore che lo plasmi in nuove forme definite. Dico aspetta. Ma uno di questi creatori (c’è materia per tanti) è già apparso. È Luigi Pirandello. Ad analizzare i suoi lavori, ci si trova appunto la «messa in opera» di taluni principî futuristi. Per esempio la simultaneità: trovata veramente geniale del Marinetti che ha il torto di non sfruttare, di non condurre sino alle ultime conseguenze le sue invenzioni. Ma gli ingegni sono quello che sono ed è inutile volerli deviare dalle loro strade [p. 258 modifica]fatali. Specialmente visibile fu l’influsso futurista in «Ciascuno a suo modo» antipsicologico (almeno nelle intenzioni) e funambulesco. Il successo fu immenso. Anche perchè della pseudo-psicologia il pubblico ne ha fin sopra gli occhi».

(«Ambrosiano»).


«M’accontenterò di salutare o, meglio, di abbracciare fraternamente il nostro caro e grande amico nel nome di tutte le nostre arti italiane e francesi delle quali egli è, al tempo stesso, il San Giorgio e il Don Chisciotte. Non vi è cuore più grande del suo, non vi è bravura più pronta della sua bravura. Egli fu, egli è, egli sarà sempre proteso in avanti sulle più alte barricate dell’arte, e di lassù arringherà il pubblico, sovente con delicatezza, poichè egli è un aristocratico. E ciò in favore della più bella delle arti, dell’arte d’avanguardia, l’arte suprema».

(Banchetto del Bateau Ivre).


«Nelle arti decorative le strade erano da tempo aperte dalla scuola di Marinetti».

Antoine.

(«Journal»).


«I Futuristi hanno salvato l’Italia all’Esposizione di Parigi del 1925».

[p. 259 modifica]«L’Italia lanciò il primo grido, grido tanto stridente da fare alzare la testa all’Europa addormentata. Il Futurismo conserva ancora il titolo di campione della poesia moderna. Il Futurismo è stato imitato dovunque».


(Prefazione dell’«Anthologie Mondiale»).


«La tua gloria sarà grande, mio caro Marinetti, per esserti trovato, tu, alla testa di questo movimento, per averne chiarificata l’orientazione, per averne marcata la data iniziale con la creazione del Futurismo letterario, con la pubblicazione della Conquista delle Stelle, quando tu eri solo a tentare di realizzare il tuo ideale nuovo. La tua gloria sarà grande per essere stato, tu, sempre il punto centrale e l’esecutore di tante ricérche di novità e di libertà».


(Banchetto del Bateau Ivre).

«È fuori d’Italia che il Futurismo ha avuto il massimo d’influenza. F. T. Marinetti ha ragione di proclamare che l’orfismo, il creazionismo, il surrealismo francese, il raggismo russo, il vorticismo inglese, l’espressionismo tedesco, il costruttivismo serbo, in breve, tutte le scuole d’avanguardia nel campo letterario o plastico devono, dal 1909, qualcosa al Futurismo ».


(Panorama della «Littérature italienne»). [p. 260 modifica]«Una parte importante di questi poeti nuovi è ispirata dallo spettacolo della vita. Alcuni la celebrano, cadono in estasi davanti alle macchine, ne sentono la bellezza precisa ed agile, e producono una poesia esaltata; altri «vanno verso il popolo» e agitano le sue miserie; altri cercano delle «formule di movimento».

«Fra i primi, bisogna citare i futuristi. Marinetti è un poeta pieno di una forza lirica straordinaria, esplosiva, direbbe lui. La poesia è quella di un grande maneggiatore di folle; in Italia, essa ha d’altronde uno scopo politico di ostilità ai neutralisti. Bisogna tener conto di questo per spiegarla».


(«Rapport sur les tendances de la Poésie?>).


«Nel nome degli artisti moderni della Romania, pittori, scultori, poeti e musicisti, la cui gioia di avere fra di loro il maestro del Futurismo mondiale è indescrivibile, porto il saluto commosso e l’omaggio di ammirazione a Marinetti, profeta e genio creatore dell’arte moderna.

«Il movimento letterario artistico moderno che lavora in Romania da 15 anni sulle stesse vostre vie, caro Maestro, vi esprime il suo amore profondo e l’augurio entusiasta di conservare vivo il genio con cui avete illuminato il mondo delle arti. Vi auguro inoltre che la gioventù del vostro grande spirito sostenga ancora per molto tempo la gloria che incoronò la vostra opera. [p. 261 modifica]«Beviamo alla salute del più grande realizzatore e poeta delle inquietudini della nostra epoca».


(Il poeta futurista romeno Costin al Banchetto di Bucarest).


«Lo scrittore vostro che più mi interessa oggi e verso il quale confesso molti debiti di gratitudine, è Marinetti.

«Marinetti e il Futurismo hanno dato una gran spinta a tutta la letteratura europea. Il movimento che io, Elliot, Joyce e altri abbiamo iniziato a Londra non sarebbe stato, senza il Futurismo».


(Dichiarazione di Esra Pound, creatore con Joyce e Elliot dell’Avanguardia Letteraria inglese, ad un pubblicista della «Stampa» di Torino).


«Nel nome della Società degli Autori Romeni, permettetemi di salutare Marinetti, l’autore del primo gesto di rivolta costruttiva a Bucarest, illustre e secolare città d’intellettualità italiana.

«Saluto Marinetti, l’artista il cui dinamismo vulcanico scosse le anime sonnolente, venti anni fa, trascinandole nel ritmo di una nuova respirazione estetica e generò non soltanto le nuove formule d’arte trionfanti oggi sopra tutta la terra, ma anche un nuovo aspetto della nostra vecchia civiltà latina sempre proteiforme e sempre armoniosa. [p. 262 modifica]«Saluto Marinetti, poeta italiano e gli do tutta la mia solidarietà, poiché la sua attività letteraria, sociale e patriottica mi ha spinto ad ammirarlo e amarlo non come un collega, ma come un fratello maggiore».

Minulescu.


(Il poeta romeno Minulescu al Banchetto di Bucarest).


«La scenografia russa è stata direttamente influenzata dal futurismo italiano».

Lunaciarski.


(Discorso politico di Mosca).


«Tutto il periodo verbale della letteratura russa si svolge sotto la bandiera del Futurismo. Al Futurismo è strettamente legato l'immaginismo».

A. Lesianoff.


«Noi ringraziamo Marinetti da 15 anni d’avere scelto il nostro paese per lanciare un manifesto poetico che doveva rivoluzionare le nostre idee».

Georges Michel.


(Conférence sur Marinetti).


«Il Futurismo italiano è stato la grande liberazione del terrore estetico».

Graça Aranha.

[p. 263 modifica]«I Futuristi italiani possono, a giusto titolo, dichiarare di essere i protagonisti dell’ispirazione generale.

«Le loro ricerche plastiche e decorative sono state saccheggiate a piene mani da tutti e le tracce di questo saccheggio si trovano in tutti i prodotti esposti: mobili, stoffe, tappeti, gioielli, fontane, giardini, teatri, arazzi, ombrelli, ecc.».

Notari.


«Des artistes comme Marinetti avec le Futurisme semblent l’avoir pressenti. La fixation du Moment dans la Durée ne paraît plus indispensable. Au lieu de représenter l’Art immobile, les modernes tendent au contraire à exprimer l’Art mobile, vivant, l’Art de Changement. D’eux-mêmes il se placent «au centre du tableau» selon la formule des Futuristes et les impressions qu’ils révèlent sont comme autant de radiations variables et variées. Il faut voir sans parti pris l’Architecture, la Peinture et la Sculpture futuristes pour se rendre compte de l’innovation d’une telle Doctrine. Si vraiment l’Instabilitè devient la formule de l’Avenir, Marinetti passera dans le suite des temps pour un grand Prophète».

Laurent Claris.


(«Lettres Nouvelles»).


«Verso uno stile, i migliori s’avviano in due modi:taluni con la semplicità della grandezza, che è il modo con cui anche le Piramidi egiziane diventano [p. 264 modifica]monumento; e in questo nudo sforzo verso l’eroico s’ha da ricordare in prima linea un nostro morto, e morto sul Carso, Antonio Sant’Elia, il quale sedici anni fa proclamava la necessità d’abolire ogni decorazione e la precarietà degli edifici («Le case dureranno meno di noi, ogni generazione dovrà fabbricarsi la sua città») e dei cui progetti alcuni sono, a rivederli oggi, profetici; altri architetti, cautamente appoggiandosi alla tradizione».

Ugo Ojetti.


(«Corriere della Sera»).

«I Futuristi sono i mistici dell’Azione».

I. Teosofi.


«Le futurismo a triomphé, il portait en germe le monde nouveau qui a surgi de la guerre. Paix à ses obscurs blasphémateurs!».

André Geiger.


(«Griffe Littéraire»).


«Bisogna fare una menzione speciale di Marinetti, i cui manifesti sono restati celebri, per il nuovo indirizzo dato alle lettere, appunto in un periodo di grande confusione».

Edouard Schneider.


(Inchiesta sulla letteratura italiana).


«Per chi abbia senso delle connessioni storiche, l’origine ideale del «fascismo» si ritrova nel «futurismo »: in quella risolutezza a scendere in piazza. [p. 265 modifica]a imporre il proprio sentire, a turare la bocca ai dissidenti, a non temere tumulti e parapiglia, in quella sete del nuovo, in quell’ardore a rompere ogni tradizione, in quella esaltazione della giovinezza, che fu propria del futurismo e che parlò poi ai cuori dei reduci dalle trincee, sdegnati dalle schermaglie dei vecchi partiti e dalla mancanza di energia di cui davano prova verso le violenze e le insidie antinazionali e antistatali».


(«Stampa», 15 maggio 1924).


«La nostra gioventù quando non è dannunziana è marinettiana».


(Roma, 22 agosto 1923).


«Gli uomini e le scuole di avanguardia devono la loro libertà alla rivoluzione futurista. Marinetti rimane il grande inventore. Ciò che c’è di vitale nei tentativi di oggi fu portato ieri da lui. Bisognerebbe proclamarlo violentemente».


(«Crapouillot», 15 aprile 1921).


«Ci si meraviglia che sotto una forma, certo, paradossale, aggressiva e non esente da qualche allegra brutalità, F. T. Marinetti, parlando sulla montagna, abbia fatto sentire dieci anni fa tante verità che si impongono oggi con la forza dell’evidenza».


(«Comoedia» di Parigi, 20 giugno 1923). [p. 266 modifica]

«Il trionfo del Futurismo è il trionfo dell’Italia, perchè è stato dimostrato che niente altro di originale s’è prodotto in Europa negli ultimi anni. Sta di fatto che oggi lo stile nuovo generato dal futurismo di Boccioni domina il mondo; e cioè, per merito dei futuristi italiani, l’Italia influenza il mondo».

A. G. Bragaglia.


«Ricordate la campagna marinettiana contro la sintassi e per le parole in libertà? Bisognava sciogliersi da tutte le regole, liberare la parola dalla schiavitù in cui la tenevano oppressa i vincoli della sintassi, uccidere il periodo, decomporre la proposizione. Bisognava sopprimere ogni idea di subordinazione, ed esprimersi solamente per coordinate. E queste coordinate dovevano essere ridotte ai loro minimi termini, in modo da ridurle alla parola isolata e all’espressione pura. Così la parola, meravigliosa creatura viva, avrebbe riacquistato il suo splendore e si sarebbe liberata dal grave velo di nebbia e di tedio che le velava la faccia luminosa.

«E vi fu anche un beneficio, perchè ne venne il gusto di un periodare più vario, più agile, più ricco di sorprese, più spezzato, non alla francese, come male usava un tempo, ma secondo un concetto quasi plastico della collocazione delle parole.

«Ora io apro il Notturno, e leggo pagine come questa:


«... Si va.
Il bacino di San Marco, azzurro.
Il cielo da per tutto.

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Stupore, disperazione.
Il velo immobile delle lacrime.
Silenzio.
Il battito del motore.
Ecco i Giardini.
Si volta nel canale».

(«Resto del Carlino»).


«Il Futurismo di Marinetti fu alla base di questo grande movimento di creazione, di questo rinnovamento mondiale della poesia. Da esso discendono le innovazioni più recenti: è il glorioso «padre Nilo» di tutte le scuole moderne».

(«Gazzetta del Popolo»: Inchiesta Internazionale sulla Poesia).


Fine