Il rimedio infallibile/14

Risposte à le difficoltà, che forse si faranno circa d’introdurre ne le Città, & Provincie questo modo di tenere il Vino in Vettine

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Risposte à le difficoltà, che forse si faranno circa d’introdurre ne le Città, & Provincie questo modo di tenere il Vino in Vettine
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Risposte à le difficoltà, che forse si faranno circa d’introdurre ne le Città, & Provincie questo modo di tenere il Vino in Vettine.

Et l’utilità manifeste, & l’avanzo, che si farà da più lati da li Padri, & Governatori di Famiglie, ò da chi fà incette di Vini, & da gli Artigiani, & Universalmente da la povera gente, & in specie da i Religiosi in usare senz’altro le Vettine.

Et la facilità di potere havere le Vettine con manco spesa di cioche si hanno le Botte in ogni Città, & loco, dove ancora non si costuma di farle.

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À tanta forza la consuetudine invecchiata in una cosa, & l’essersi lungo tempo tenuto un certo uso ordinario in quella, che non hà dubio che l’introdurre circa essa usanze nove è impresa difficile à trovar loco ne gli animi de le persone. Questa prerogativa de la consuetudine invecchiata, se bene è vera, & hà gran forza, non è però che non sottogiaccia ancor essa à la variatione, et mutatione, cosi come tutte l’altre cose quà giù de la terra. Massime quando la consuetudine passa in un’altro modo di fare, il quale sia migliore, & evidentemente più utile. Percioche tutti gli homini che habbino alcun lume di ragione, cercano l’utile: & li prudenti con avidità vi si attaccano; specialmente quando trovino facile il farselo: quando se lo ponno fare da se stessi, sen’haverci à disporre la volontà d’un’altro: quando questo sia congiunto con l’honesto, & col dilettevole, che, & non si fà cosa sordida, nè si offende alcuno, nè la conscienza propria. Et in somma, quando col farselo si gli diminuisce fatica, pensiero, fastidio, & spesa; & insieme si gli cresca una desiderata satisfattione, come senza dubio si vede, che succede ne la presente Invention mia. Per questa tal forza adunque de la consuetudine d’essere Avezzi gli huomini di usare le Botte di legname, non dubito che ci saranno di quelli, che non potranno su’l principio quasi sentire questa mia Inventione. Allega pur ragioni à tua posta. Et per aventura parrà anco loro difficile à mettersi ad effetto per la carestia de Maestri, che sappino fare tali Vasi. Dubiteranno anco, che sia di molta spesa, quando bene trovino Maestri, & via da poterseli fare. Et molte altre difficoltà troveranno, per causa di [p. 44 modifica]parer loro strano et mutare l’amata consuetudine. Tuttavolta io tanto più sono di ferma opinione di dovere havere tutte le persone di bomo ingegno in favore de l’Inventione mia, anzi la maggior parte del mondo; per due ragioni. L’una per l’utilità, facilità, & honorevolezza che ci troveranno. L’altra, perche si propone una manifestissima verità. La quale di sua natura ha tanta forza, che per se stessa se ne viene al disopra: & non bastano sbatterla di sedia, nè di Maestà tutti gl’ingegni d’huomini, nè di diavoli. Nessuna forza, nessuna astutia, nessuna occulta perfidia le può stare molto contra. Tutti questi Monstri vengono da lei senza fatica vinti, & debellati. I gossi finalmente da per se stessi vengono da lei ad esser fatti docili, & amanti, & fautori suoi. Et però si chi legge vorrà accostarsi à la parte del vero, tutti questi scrupoli che havesse, & de la consuetudine inveterata, & d’altro, (& sieno in numero quanti esser si vogliano) si gli leveranno dal seguitare di leggere quest’ultimo capo del presente Trattatello; & si indurrà facilmente à far prevalere questo novo uso di tenere il vino, & lascierà quella vecchia consuetudine di tenerlo ne le Botte: poiche senza dubio il tenerlo in Vettine torna più utile, & di men fatica, fastidio, & pensiero per tutti li sotto annotati Capi.
1 — Ch’è il Capo principale, & che più importa. Che li vini, & Raspati non si guasteranno mai.
2 — Perche usando le Vettine, & non le Botte, tu ti vieni ad avanzare ogn’anno quello che necessariamente spendevi à farti acconciare le Botte. Che sempre ti ci và un giulio l’anno in ciascuna per lo [p. 45 modifica]manco. Et talvolta ti è necessario spendere sino al mezo scudo per Botte.
3 — Che resti libero dal travaglio di trovare, accordare, & pagare Maestri, & Facchini per fare accommodare, & levare, & mettere le Botte. Et resti libero da l’affanno, che à le volte di questi tali haverai necessità, & nondimeno non li puoi havere, ch’è una disperatione. Dove la Vettina, quando anco non habbi servitori in Casa, qual si sia altro homo, ò donnicciuola sola in un sol giorno te ne laverà, & accommoderà dugento con quasi nessuna spesa, del modo che si è mostrato ne gli precedenti avvertimenti.
4 — Che resti libero medesimamente dal farle cavare di Cantina infra l’anno à sciugarle al Sole, poiche ne harai bevuto, ò venduto il vino: la qual servitù sei necessitato fare ne le Botte, se le vuoi francare da la muffa, & da altri difetti. Et resti insieme libero dal farle al tempo de la Vendemmia le stufe, & li tanto varij rimedij per levar loro qualche cattiva qualità. Et spesso vi perdi l’opera, & la spesa. Et più, resti libero da quel timore. La tal Botte tenne cattivo vino l’anno passato; Chi sà quest’altro anno, che riuscità farà?
5 — Resti ancor libero da la fatica, da la spesa, & dal danno, che và, & sì patisce in cuocere il vino: poiche in quei Paesi dove si cuoce, se ne perde talvolta la metà, talvolta li due terzi per il calo che fà de la Cottura. Et le legna ancor esse costano. Et colui che attende à cuocere uno, ò più, ancor essi vogliono esser pagati.
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6 — Che non ti accade spendere à varij rimedij per conservarlo, come sarebbe dire, in Acquavite, cose speciate, alumi, chiare d’ova, zolfo, sale, & tant’altre pastriglie, & schifezze anco, che alcuni vi adoprano. Le quali cose tutte, oltre che guastano le borse, guastano la sanità, come sopra si è detto.
7 — Che à queste Vettine non corri pericolo, che loro si rompa il cerchio, & il vino ti vada per terra. Basta che tu le difenda, che non ricevano botta di pietra, ò d’altra cosa. Il che farai senz’alcuna difficoltà col tenere chiuse le finestre, & la porta de la Cantina, quali potrai aprir solamente mentre sarà bisogno. Et se in Roma c’è casa, che ha Vettine di cento anni, etiam con haverle tenute esposte à li pericoli in un loco dove ognuno bazzica, com’è la Cucina; quanto più le conserverai in loco remoto, com’è la Cantina? Dove fuori che per cavare,, ò mettere il vino, per altro non vi si capita?
8 — Che una di queste Vettine ti serve mill’anni, pur che (come si è detto) le tenghi con un poco di riguardo: percioche non tarlano mai, nè mai si fradiciano, nè le consuma il tempo, cosi come il legno.
9 — Che se talvolta haverai una Casa, dove per aventura non sarà Cantina, se bene tenessi queste Vettine in Sala, ò in Camera, ò in Sufitta, nè più nè meno che fossero in un’ottima Cantina, ti conserveranno il vino, & se medesime.
10 — (Che è cosa veramente nobile à fatto) Che se tenessi queste Vettine etiam in Sala, fariano una vista civile, polita, & garbata tanto, che certo non scompariranno, nè saranno brutto vedere niente. Massimè, [p. 47 modifica]se ad alcuno verrà voglìa di farle fare à studio ornate, & con proporzione à l’antica, & con mascheroni, fogliami, & altre vaghezze di mezo rilievo. O se anco di pittura à olio, ò di Musaico si ci farà fare qualche fantasia secondo più li sarà venuto in capriccio.
Ma che stò io dire? Quando l’invention mia non portasse seco tutte le sudette utilità, (che sono da tutti i lati grandissime, & di molta consideratione); almeno per la sudetta loro civiltà, & politezza, per liberarti in perpetuo da lo spendere à conciar botte, & farvi tant’altre varie servitù, & per potersi tenere in qualunque loco de la casa; non saria molto ragionevole, che ognuno si servisse più tosto de le Vettine, che de le Botte? etiam quando anco ne’ le Vettine si guastasse egualmente il vino, secondo si guasta ne le Botte? Dove ne le Vettine hai questo di certo, che mai vino non ti si guasta.