Il pavimento della cattedrale di Siena

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Il pavimento della Cattedrale di Siena Intestazione 13 settembre 2019 100% Da definire


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Il Pavimento della

Cattedrale di Siena

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Il pavimento del Duomo di Siena ci offre un esempio unico di decorazione, così caratteristico che è assai difficile il trovare, sia pure in scala ridotta, qualche esempio analogo in tempi più antichi. Tuttavia nell’atrio del Duomo di Lucca esiste un fregio a figure di uomini e animali, in marmi bianchi, rossi e neri, con tocchi di graffito per dare rilievo alla scena, e che risale all’anno 1233. Precedentemente gli artisti romanici avevano qualche volta inserito, nei pavimenti a disegni geometrici, qualche tondo racchiudente simboli cristiani, come le colombe che si abbeverano al calice; ma in questi casi si aveva solo un intarsio di bianco sui nero, senza alcun segno di graffito come si vede ad esempio nella Chiesa di S. Miniato al Monte sopra Firenze. Invece il frammento di Lucca e il pavimento di Siena, in cui oltre all’impiego di marmi di vari colori si ha l’aggiunta del graffito che dà rilievo alle scene già caratterizzate dall’uso di materiale policromo, sono una creazione nuova, di cui non si ha esempio, se non si vuole cercarla nei mosaici romani, la cui tecnica è però così fondamentalmente diversa.

Comunque, se si dà fede al Vasari, Duccio di Boninsegna sarebbe l’inventore di questo genere di [p. 2 modifica]arte e avrebbe anzi fatto alcuni disegni per il pavimento dell'antico Duomo. Alcuni critici mettono in dubbio l'asserzione del Vasari, e comunque essendo sparito completamente il vecchio pavimento del Duomo, manca oggi la possibilità di controllare l’affermazione, che però può essere ben fondata limitatamente al fatto che Duccio avrebbe ripreso la tradizione lucchese e dato ad essa nuovo impulso. Certo si vede, dall’impiego del nuovo sistema di pavimentazione che si adottò pochi anni dopo la morte di Duccio, come questo genere dovesse essere ben noto agli artisti senesi, i quali ci appaiono subito maestri in questa nuova tecnica.

Il più antico documento relativo all’esecuzione di una sezione del nuovo pavimento si ha nel 1369-70, quando i senesi avendo rinunziato al progetto di ampliamento del Duomo, volsero le loro cure all’abbellimento e completamento di quello attuale. Oltre ad una parte di pavimento sotto la cupola, dinanzi all’altare maggiore (forse le storie sostituite poi da quelle del Franchi), fu allora eseguito il Quadrato della ruota della fortuna, nella navata centrale, e gli artisti ricordati sono Antonio di Brunaccio, Sano di Marco e Francesco di ser Antonio. Per il resto, sembra vi fosse una pavimentazione a lastre di marmo, con motivi ornamentali a intarsio o combinazione di formelle geometriche.

Nel 1406 Marchese di Adamo eseguiva la ruota al cui centro sta la figura della Fortezza, dinanzi alla porta della sagrestia, mentre precedentemente era stato eseguito il riquadro a mosaico della navata [p. 3 modifica]centrale, in cui si hanno i simboli di Siena e delle città sue amiche.

Nel 1423, sotto la guida di Domenico di Niccolò de’ Cori si ha una nuova ripresa di lavoro: fu cioè adornato di varie storie e figure l’ambulacro del coro fra l’altare di S. Ansano e quello del Sacramento, Oltre alle due grandi composizioni della strage dei filistei e la battaglia contro i re amorrei, si ha al centro il tondo nel quale David il salmista siede in trono, mentre riquadri minori contengono David con la fionda e il gigante Golia, Salomone e Giosuè. Sembra che il David e le due figure di David con la fionda e Golia siano opera di Niccolò, mentre Paolo di Martino e altri artisti sarebbero autori delle altre composizioni e dei fregi ornamentali.

Compiuto il lavoro dell’ambulacro del coro, fu intrapreso il proseguimento dell’opera per il transetto destro, per il quale nel 1434 Domenico di Bartolo di Ghezzo eseguì il riquadro dell’imperatore Sigismondo, e nel 1443 Pietro del Minella l’altro con la morte di Assalonne, Poco dopo Antonio Federighi eseguiva dinanzi alla attuale cappella del Voto la mirabile allegoria delle età dell’uomo.

Dopo un intervallo di circa 30 anni, furono ancora ripresi i lavori del pavimento; questa volta sì passò al transetto di sinistra, per il quale nel 1473 fu disegnata la grandiosa composizione dell’assedio di Betulia. Variamente attribuita a Matteo di Giovanni e a Urbano da Cortona, fu materialmente eseguito da Antonio Federighi.

Ma il massimo impulso al completamento del [p. 4 modifica]pavimento fu dato dal nuovo Rettore dell’Opera del Duomo, Alberto Aringhieri. Nel periodo del suo ufficio, che va dal 1481 al 1498, oltre lavori di grande importanza quali la decorazione della cappella di S. Giovanni e del Battistero di S. Giovanni, fu sopratutto curato il proseguimento del pavimento del Duomo. Per primo fu compiuto il riquadro dell’Hermes Trismegisto, posto al principio della navata maggiore, e il cui autore sembra essere Giovanni di maestro Stefano. Vengono poi le Sibille delle due navate laterali, per le quali fecero i disegni i maggiori artisti del tempo, fra cui i più eminenti furono Matteo di Giovanni, Antonio Federighi, Guidoccio Cozzarelli e Neroccio di Bartolomeo. Successivamente fu completato l’ornamento del transetto di destra, con le due grandi storie della cacciata di Erode disegnata da Benvenuto di Giovanni del Guasta, e la strage degli Innocenti di Matteo di Giovanni, che è forse il più bel pezzo dell’intero pavimento. E infine con il riquadro della storia di Jefte, per opera di Bastiano di Francesco di Sano, fu completato anche il transetto sinistro. Ed è meraviglioso il pensare che questo grandioso lavoro fosse potuto eseguire proprio negli anni in cui Siena attraversava uno dei periodi più agitati della sua storia.

Nel 1505 il Pinturicchio completava, con l’allegoria della Fortuna, i graffiti della navata centrale, e con lui termina questa prima maniera di ornamentazione marmorea del pavimento. Infatti, quando nel 1518 fu ripreso e portato a compimento quel che rimaneva incompiuto, il Beccafumi adottò una nuova [p. 5 modifica]tecnica, per la quale l’impiego di marmi bianchi e grigi e neri, e graffiti sul bianco e sul grigio ottiene l’effetto di un vero e proprio disegno a carbone a piena sfumatura. Di sua mano sono le meravigliose scene della vità di Mosè, del sacrificio di Abramo e del profeta Elia, distribuite fra l’altare maggiore e lo spazio sottostante la cupola.

Il pavimento così era compiuto; ma non cessavano con ciò le cure necessarie per mantenerlo e rinnovarlo dove fosse deperito per il logorìo del passaggio della folla. Trascurando minori lavori, si arriva al 1878 quando, essendo irrimediabilmente guasti i tre grandi esagoni sotto la cupola e alcune delle losanghe minori, Alesandro Franchi disegnò le belle scene di Elia che profetizza la morte ad Acabbo, la morte di Acabbo, l’ascensione di Elia al cielo e altre scene minori, che compiono il ciclo iniziato dal Beccafumi nelle altre scene poste accanto a queste. Negli esagoni rinnovati si trovavano prima altre scene, cioè la parabola della trave nell’occhio, quella del cieco che guida il cieco, e un vecchio che fa l’elemosina, i cui avanzi si trovano ora al museo dell’Opera e che datavano dal periodo fra il 1373 e il 1433.

Queste sono le notizie che si hanno di questa mirabile opera, che ha analogie col mosaico, con l’intarsio sul legno, e anche con la pittura, ma è invece qualche cosa di originale e di unico, che ha dato agli artisti senesi una fama imperitura, e al nostro Duomo un ornamento che non ha pari al mondo.

[p. 7 modifica]Guidoccio Cozzarelli - La Sibilla Libica [p. 8 modifica]Neroccio Landi - La Sibilla Ellespontica [p. 9 modifica]Vito di Marco - La Sibilla Frigia [p. 10 modifica]Matteo di Giovanni - La Sibilla Samia [p. 11 modifica]Benvenuto di Giovanni - La Sibilla Tiburtina [p. 12 modifica]Urbano da Cortona - La Sibilla Persica [p. 13 modifica]Antonio Federighi - La Sibilla Eritrea [p. 14 modifica]Giovanni Di Stefano - La Sibilla Cumana [p. 15 modifica]Vito di Marco - La Sibilla Cumea [p. 16 modifica]Vito di Marco - La Sibilla Delfica [p. 17 modifica]Giovanni di Stefano - Il Mercurio Trismegisto [p. 18 modifica]Secolo XIV - Siena e città confederate (mosaico) [p. 19 modifica]Bernardino Betti - La storia della Fortuna [p. 20 modifica]Bernardino Betti - Ruota della Fortuna [p. 21 modifica]Benvenuto di Giovanni - La cacciata del Re Erode [p. 22 modifica]Matteo di Giovanni - La Strage degli Innocenti (part.) [p. 23 modifica]Alessandro Franchi - Elia risuscita il figlio della vedova [p. 24 modifica]Alessandro Franchi - La morte di Accabo [p. 25 modifica]Alessandro Franchi - Elia riceve il pane dai corvi [p. 26 modifica]Domenico Beccafumi - Il sacrificio di Accabo [p. 27 modifica]Domenico Beccafumi - Il sacrificio di Elia [p. 28 modifica]Domenico Beccafumi - Uccisione dei falsi profeti di Baal [p. 29 modifica]Alessandro Franchi - Elia unge Iehu Re d'Israele [p. 30 modifica]Alessandro Franchi - Elia profetizza la morte di Acabbo [p. 31 modifica]Alessandro Franchi - Elia chge chiede il pane alla vedova [p. 32 modifica]Alessandro Franchi - Il trionfo di Elia [p. 33 modifica]Domenico Beccafumi - Il patto fra Elia e Acabbo [p. 34 modifica]Alessandro Franchi - Dettaglio della cacciata del re Erode [p. 35 modifica]Paolo di Martino - I cinque Re Amorrei impiccati [p. 36 modifica]Domenico di Niccolò - David salmista [p. 37 modifica]Domenico di Niccolò - David giovanetto [p. 38 modifica]Domenico di Niccolò - Il gigante Golia [p. 39 modifica]Paolo di Martino - Mosè e Giosuè [p. 40 modifica]Paolo di Martino - Sansone combatte i Filistei [p. 41 modifica]Domenico Beccafumi - Abramo che sacrifica Isacco [p. 42 modifica]Pianta del Pavimento [p. 43 modifica]Matteo di Giovanni - La Strage degli Innocenti (part.) [p. 44 modifica]Matteo di Giovanni - La Strage degli Innocenti (part.) [p. 45 modifica]Urbano da Cortona - Giuditta libera Betulia (part.) [p. 46 modifica]Urbano da Cortona - Giuditta libera Betulia (part.) [p. 47 modifica]Domenico Beccafumi - Mosè che riceve le tavole della Legge [p. 48 modifica]Domenico Beccafumi - Mosè fa scaturire l'acqua dalla rupe [p. 49 modifica]Domenico Beccafumi - Mosè fa scaturire l'acqua dalla rupe [p. 50 modifica]Domenico di Bartolo - L'Imperatore Sigismondo in trono [p. 51 modifica]Pietro del Minella - Storia di Assalonne [p. 52 modifica]Sebastiano di Francesco - Storia di Jafte (part.) [p. 53 modifica]Sebastiano di Francesco - Storia di Jafte (part.) [p. 54 modifica]Antonio Federighi - Le sette età dell'uomo (1475) [p. 55 modifica]Antonio Franchi - La Carità [p. 56 modifica]Antonio Franchi - La Religione [p. 57 modifica]Antonio Franchi - La Speranza [p. 58 modifica]Antonio Franchi - La Fede