IX — Il Paese

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IX.

Il paese

A molti luoghi d’Italia fu imposte il nome non disarmonico di Castiglione. Ben venticinque Comuni s’intitolano da lui!

Non posso qui, non ricordare, in modo speciale, Castiglione, antico fortilizio e villa dei Catellini, su un colle isolato, nel fianco sud-est del M. Morello a 10 K. circa da Firenze, uno dei più vaghi punti di queste pendici vaghissime e che dette il nome alla casata dei Catellini e più precipuamente a Dante — di forme insigne e d’ardimento — l’Aiace della morente Repubblica Fiorentina.

Taluno fa derivare il nome di Castiglione dal Celtico. Dovrebbe significare — castellosignore principale, dal vocabolo cast, castello e ion signore; ed invero i paesani pronunziano nel vernacolo natio «Castion»1.

In tempi antichissimi — ne rimane ancora la memoria e per taluni l’appellativo, — Castiglione nostro [p. 40 modifica]diceasi «dei Gatti», e questa parola i filologi la fanno, derivare dalla voce celtica «gat», significante «bosco». Così Castiglione dei Gatti vorrebbe dire «Castello signore, o principale del bosco». L’interpretazione non sarebbe mal data, nè male applicata, anche quando anzichè conforme alla verità, fosse una trovata ingegnosa.

È un fatto che il luogo, ove siede questo castello è, e più era nei secoli remoti, ombreggiato da castagni, abeti, faggi superbi,2 era ed è il castello più importante dei dintorni. Che poi abbia avuto un nome celtico si può ammettere per la ragione che i Galli Boi, — audace celtica stirpe — si spinsero, schiacciando i nativi, su quelle balze montane, baluardo e difesa delle loro conquiste.

Senza bisogno di ricorrere ad ingegnose interpretazioni filologiche; Castiglione, può essere un derivativo qualunque della parola «Castello»: l’appellativo «de’ Gatti» può esser nato da numerosi alberi gattici (populus alba) che ne avessero ornato, in qualche parte, i fianchi e il piede; — o dai fiori dei castagni, (i filamenti di queste piante in fiore si chiamano gattoli)3 che vi sono così belli e maestosi anche ai dì nostri.

Ora, l’antico castello si chiama «dei Pepoli» dai feudatari, che vi ebbero, per oltre quattro secoli, dominio feudale, mero e misto, dipendente dal Sacro Romano Impero. [p. 41 modifica]

Dove sorge attualmente il paese, fu già un castello fortificato. Al principio ancora del nostro secolo vi si vedevano le mura merlate, demolite poi per capriccio di chi, nè avea gusto d’arte, nè rispetto alla venerabile antichità, nè fior di senno. La porta principale, che dava accesso al Castello, si trovava al di là della Chiesa parrocchiale d’ora, e fu atterrata nel 1854 costruendosi una nuova strada.

Il vecchio palagio feudale, la piazza contigua, colla torre dell’orologio, gli antichi fabbricati annessi, son piccoli residui della vetusta residenza feudale.

Per quanto quelle costruzioni edilizie abbiano subito delle modificazioni, quasi sostanziali, nel decorrer dei secoli, si sente pur non ostante spirar da queste un’aura d’antichità, che non può sfuggire a veruno. Serbano la severa impronta medioevale e ci richiamano alla mente la memoria dei tempi, che furono.

Si leva Castiglione su di un altipiano nel fianco sud-est del M. Gatta a 700 m. sul livello del mare e domina tutta l’aperta e bellissima vallata del Brasimone.

Siede a cavaliere, fra la vallata del Brasimone e quella ben più importante del Sétta, che si slontana da lui, con un semicerchio formato dalle pendici discendenti dal Gatta.

Gli amatori delle bellezze, che offre la montagna, possono, con niun disagio, godere anche di quelle di cui è prodiga Val di Sétta e degli stupendi panorami prodotti dal suo tortuoso cammino. [p. 42 modifica]

La borgata antica, S. Lorenzo, si trova, in parte, su una via, rettilinea da Sud-Est a Nord-Ovest.

Questa via è la principale: si stacca dalla strada, che unisce la provincia di Firenze a quella di Bologna; passa al di sotto della Chiesa parrocchiale, ivi, dove presso sgorgano le fonti di acqua freschissima, che formano l’ammirazione degli scienziati e dei passeggieri4. Ascende lene, lene e, fiancheggiata da bei fabbricati, conduce alla piazza municipale, che è assai vasta ed imponente. Da questa contrada principale se ne diramano altre. Dalla Piazza della Chiesa inferiormente alla via comunale, che mette nella provinciale, si stacca un breve, ma ampio viale. Giunge per Cà di Benedetti fino alla torricella degli impianti elettrici.

Dalla parte superiore della piazza anzidetta muove un’altra strada, fiancheggiata da caseggiati in buona parte nuovi, e si congiunge alla mulattiera, che porta alle splendide passeggiate del Molin delle Scaliere, delle Cascine di Brasimone..... Questa via si dice nel primo tratto «del Castellazzo» e poi, «del Massè». La via del Castellazzo termina ad un Oratorio appartenente ai signori Girotti e da lì assume il nome di via del Massè.

Dall’Oratorio dei Girotti si apre a sinistra un nuovo viale superiore al paese «il Viale della Fiera» [p. 43 modifica]così detto dalle fiere che annualmente vi si tenevano. Volge questo viale a Sud-Est; è fiancheggiato sparsamente da ville eleganti, ombreggiato da secolari castagni. Si congiunge, a sinistra, alla strada, che ricongiunge al paese, presso la Chiesa parrocchiale, mentre proseguendo sulla destra troviamo il sentiero — l’antica via mulattiera, che conduce a Rasòro.

Nell’insieme, Castiglione sembra una linda cittaduzza e ne sembra di trovarci, anzichè così vicino alla Toscana, in qualche angolo dell’alto Veneto, o dell’alta Lombardia. Le finestre sono senza persiane e colle imposte, i fabbricati alti e severi; caratteristica delle grosse terre e delle città dell’Italia superiore.

Castiglione, per le tradizioni, per esser capoluogo di Comune e di Mandamento, per la sua positura tra la Toscana e l’Emilia, è centro di un commercio assai notevole, ed in certe circostanze, nelle fiere annuali specialmente che vi si tengono in varie epoche pei bestiami, per le derrate, per le varie specie di mercerie gode d’una vita animatissima5.

Il paese prospetta, come una terrazza, su Val di Brasimone, e da alcuni punti di esso, anche senza uscirne può l’amatore godere di bei panorami.

Proseguendo oltre il castello, passato il voltone si trova una piazza, sul luogo ove già sorgevano orti e giardini dei dinasti, non ancora compiuta, ma che riuscirà molto bella e utile, ombreggiata da acacie, [p. 44 modifica]ippocastani e platani, che, non ha guari, vi furono opportunamente piantati. Di qui si prosegue pel Santuario della Chiesa Vecchia e per Camugnano. Dalla via per la Chiesa Vecchia che per breve tratto è carrozzabile è stato costruito un breve tronco di strade, il quale conduce a Cà di Totti.

Da questa posizione e da altre prossime, come dalla corte baronale e da alcuni balconi del palazzo abbiamo la graziosa prospettiva della vallata del Brasimone, coi monti che le fanno corona, ove il castagno e il faggio hanno bello e lussureggiante dominio, mentre i pascoli, le querci, le messi, i frutteti, le viti fiancheggiano la cilestrina corrente. Quasi abbellimenti alla cornice dell’immenso quadro confuso nel lontano orizzonte, si vedono biancheggiare le chiese di Grizzana, di S, Damiano, di Traserra ed altre ed altre...

I contrafforti del Brasimone, — braccia immani — quelli volti a nord e quello orientale, che gradatamente si adima, fino a sparire affatto dove il torrente versa le sue acque nel Sétta, sono addirittura maravigliosi a vedersi.

Vaghe pendici, declivi a terrazza coperti di ricca vegetazione arborea e pratense, interrotte talora da lembi rupinosi e selvaggi.....

Nella elevata catena orientale, che si stacca dall’Appennino, si drizza severo il M. Bastione; a Nord grandeggia M. Venere, che il sole nascente ricinge d’un’aureola dorata, ed in tanta festa di luce pare che guardi il dirupato M. Adone, e poi la cupa Rocca [p. 45 modifica]di Badolo — presso il Reno —6; frastagliamenti scogliosi, (albergo fino a pochi anni fa a moderni tragloditi), rimpetto al Sasso, e il chiomato M. Mariano, le cui tinte violacee si fondon quasi coll’orizzonte vaporoso7.

Prov. di
Bologna
Castiglione dista da Bologna
dal Sasso (ferrovia)
dal Sasso (villaggio)
Km.
»
»
54,553
39,053
40,128
Prov. di Firenze
da Firenze
da Prato
da Vaiano
da S. Quirico di Vernio
da Montepiano
»
»
»
»
»
60,741
40,991
29,943
18,500
9,316

Castiglione è stato fornito d’energia elettrica per illuminazione pubblica e privata, per forza motrice e per le cure elettroterapeutiche del magnifico stabilimento balneario.

L’impianto elettrico venne egregiamente eseguito dal Sig. Lorenzo Pezzati, e la forza vien ricavata dal Brasimone, per una caduta acquea d’oltre 32 m. sotto i Cigni delle Mogne.

La forza ricavata di 35 P alla tensione di 3000 V. vien condotta per circa 3 Km. fino all’incrocio delle [p. 46 modifica]strade per Bologna e per Firenze. Ivi è stata eretta una torricella dove si son collocati gli apparecchi di trasformazione della corrente, che da 3000 V. la ribassano a soli 100, per esser condotta innocua nelle case.

Di famiglia castiglionese fu il celebre P. Stanislao Mattei, Direttore del Liceo musicale di Bologna, maestro di Morlacchi, Donizetti e dell’insuperato Rossini. N. 10. Febbraio 1750, m. 12 Maggio 1825.

Bella fama acquistò nelle discipline legali il Cav. Ulisse Cassarini che fu anche deputato alla Costituente romana, e nome grande e ben meritato ha il Cav. Clodoveo Cassarini Chimico insigne vivente.

I Sigg. Francesco Cassarini e Giovanni Castelli hanno illustrato con fotografie splendide e nitide i monumenti paesani, nonchè le posizioni più belle di Val di Setta, di Brasimone e di Val di Bisenzio. Bellissime le cartoline eseguite sotto la direzione loro.

Note

  1. Fignagnani Arciprete Giuseppe. Cenni storici di Castiglion de’ Pepoli. Prato, Tip. Guasti 1879.
    Rubbiani Cav. Alfonso. Etnologia — L’Appennino Bolognese nel Medio Evo. — Guida dell’App. Bolognese ecc:
  2. Bettini Francesco. La stazione estiva di Montepiano.
  3. In vernacolo «gàggiolo».
  4. L’acqua, che vedi, non sorge di vena
         Che ristori vapor che gel converta,
         Come fiume, che aquista, o perde lèna,
         Ma esce di fontana salda e certa.
                                  Dante, Purgatorio, c. XXVIII.

  5. Vi si tengono queste fiere, il primo Martedì d’Agosto e i due giorni successivi — e il Mercoledì e il Giovedì dopo la terza Domenica d’Ottobre.
  6. Ove sorgeva la rocca di Badolo, sopra un masso enorme, sorge adesso un tempo alla Vergine.
  7. Giannitrapani Cap. Domenico. A Castiglione dei Popoli ecc. Bologna, Zanichelli, MDCCCXXXXVII.