Esempi di generosità proposti al popolo italiano/La speranza generosa/X

La speranza generosa - X

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[p. 118 modifica]Era finita d’ogni parte la guerra. E un giorno andavano il vecchio padre su per l’erta con altri de’ suoi; e Assa accantogli, seduta sull’asino. Attese che gli altri si [p. 119 modifica]scostassero alquanto, e solo Càleb le rimanesse dappresso; e allora la giovane sospirò. Dice il padre: Che hai? - Padre mio, datemi benedizione. - E di che? - La terra a ostro, che voi m’avete assegnata, è terra arida. Datemi un paese che pianeggi un po’, e abbia in alto e in basso acque vive. - Non era d’Assa il sospiro, nè sua la preghiera; ma Otoniele, salendo, aveva sottovoce a lei persuaso: Di’ questo e questo. Ed ella, peritandosi, quasi fosse lacciuolo teso all’affetto del padre, e vergognando di parere avida non tanto lei, quanto chi era ben facile sospettare che le desse il consiglio, stava in forse: e in quel mentre mise il sospiro, che non era malizia di femmina intesa a vincere la tenerezza paterna. Càleb sorrise; e, sapendo che nè lei nè il marito chiedevano più terreno per sè, ma pe’ figli che nascerebbero e sarebbero pure suo sangue e sicuro che l’avrebbero coltivato con vigilante fatica, disse di sì. Lo chiedevano non a un ignoto, ma al padre; ed era dolce aggiungere vincoli di gratitudine a quelli dell’affetto e dell’ammirazione dovuta al vecchio venerando.