Epistole (Caterina da Siena)/Lettera 14

Lettera 13 Lettera 15

[p. 82 modifica]82 A GREGORIO XI. (-0 I. La benignità e 1 amore, essere il modo più facile, con cui il papa possa guadagnare i figliuoli ribelli, imitando il Verbo ditino, che con l’amore stabilì la pace tra Dio e 1 uomo.

II. Raccomanda efficacemente gli ambasciatori sanesi, scusandoli de’ loro errori. , HI. Prega il papa a punire i difetti dei pastori ed officiali della . Chiesa.

Al nome di Jesà Cristo crocifisso e di Maria dolce.

I. tantissimo e reverendissimo padre in Cristo dolce Jesù. Io Catarina, indegna vostra figliuola, serva e schiava dei servii di Jesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo, con desiderio di vedervi ricevere vera e perfetta pace dalli suddetti e figliuoli vostri, tornando al giogo della santa obbedienza, sicché voi potiate vivere con pace e quiete nell’anima e nel corpo, e Dio per la sua bontà inestimabile e carità infinita mi dia grazia, eh’ io vi vegga quel mezzo, d quale facciate pacificare l’anime con Dio della guerra che hanno per li difetti suoi commessa contra la sua ineffabile bontà e contra la santità vostra; e non dubito, che facendosi questa pace, sarà pacificata tutta Italia l’uno coll altro. 0 quanto sarà beata l’anima mia, che io vegga per mezzo della sanlibile e benignità vostra, legati l’uno coll’altro per unione d’amore. Sappiale, santo padre, cli

in

[p. 83 modifica]83 altro modo non si unì Dio nell uomo se non cof ìòj game dell’amore, e l’amore il tenne confitto’e chiavellato in croce, perche l’uomo che era fatto d’amore, non si traeva iti veruno modo sì bene quanto per amore. Con l’amore del Verbo,1 dell’unigemto figliuolo di Dio, si caccia la guerra che l’uomo fece ribellando a Dio, e sottomettendosi alla signoria del dimonio. In questo modo veggo, santissimo padre, che caccia rote la guerra e la signoria, che’l dimonio ha presa nella città dell’anima deJ vostri figliuoli, che’l dimonio non si caccia col dimonio; ma con la virtù dell’ umiltà e benignità vostra il caccerete, che non sosterrà,1 dimonio questa umiltà, perchè non la può sostenere, anzi ne rimane sconfitto. Coll’amore e fame che avrete all’onore di Dio ed alla salute dell’anime, imparando dallo svenato e consumato agnello, la cui vece tenete, caccerete la guerra e l’odio dalli cuori loro, e pitterete li carboni di fuoco accesi sopra de li capi de’loro figliuoli ribelli a voi padre, drittamente dimonj incarnai (Ad Rom. 12). Con questo dolce er soave modo si sconfiggerà il dimoino e la superbia dell’uomo, che in veruno modo s’otterrà tanto bene quanto per «milita; eia guerra col sostenere pazientemente, portando e sopportando li difetti de’ /ostri figliuoli, non lassando però la correzione, che se li debba dare secondo la possibilità loro. Così con la misericordia e benignità e santa giustizia, con fuoco dolce clamore si consumerà l’odio dell’anime loro, siccome l’acqua in fornace.

Avanzi la benignità, padre, che sapete che ogni creatura che ha in sè ragione, è più presa con amore e benignità che con altro, e specialmente questi nostri Italiani di qua; e non ci so vedere altro modo, per lo quale voi gli potiate ben pigliare, se non con questo: facendo così, avrete da loro ciò che vorrete, e di questo vi prego per l’amore di Cristo crocifisso, per bene ed utilità della santa Chiesa. v li. Ven gono alla santità vostra gli ambasc.atori sanesi (Z?). i quali, se gente.ò al mondo che si possano [p. 84 modifica]

  • 84 pigliare con amore, sono essi (C), e però io vi prego con questo amo -li sappiate pigliare^ accettate un poco la scusa loro deh difetto che hanno commesso, che essi se ne doghono, e pare a loro essere a sì fatti partiti, che non sanno che si fare. Piaccia alla santita vostra, babbo mio dolce, se vedeste alcuno modo,, che eglino, avessero a tenere verso la santità vostra, che fusse^piacevole a voi, e non rimanessero, in guerra con quelli, a cm essi sono legali (jD), vi prego che ’l facciate. Sostentateli per l’amore di Cristo crocifisso; credo se’l farete, che sarà grande bene per la santa Chiesa, e meno movimento di male, r r, f , .111. Poi vi prego, che volgiate l’occhio in punire li difetti delli pastori ed officiali della Chiesa, quando fanno quello che non si diè fare. Attendete a fare de’buoni che vivano virtuosamente e giustamente: questo si debbe fare per,onore di Dio e per lo dovere e salute loro, e poi, perchè i secolari, vi; mirano in questo molto alle mani, o per-questo che gli hanno, veduto, che dal non esser puniti li.difetti, ne son venuti molti incovenienti.

Spero nella somma ed eterna bontà di Dio e nella santità vostra, che.farete questo ed ogni altra cosa buona, e, ciò che bisognerà adoperare intorno a questa materia. Non dico più./Perdonale alla mia presunzione.

I miluicnle v’ addimando la vostra benedizione h raccomandandovi li delti ambasciatori sanesi.

Permanete in*la santa e dolce dilezione di Dio. Jesù dolce, Jesù amore.

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1 I . *’ I. f Ir* ’ I . [p. 85 modifica]

Annotazioni alla Lettera 14

(A) Questa lettera fu l'ultima che scrisse a Gregorio, perchè avendola inviata il pontefice a Firenze per disporre gli animi di que' magistrati, ed essendovisi ella adoperata a tutto potere, mentre stava per conchiuder la pace Gregorio morì a' 27 di marzo del 1378.

(B) Gli ambasciatori sanesi furono i portatori di qnesta lettera.

(C) Se gente è al mondo ec. Il sangue sanese, diceva s. Bernardino in una predica, è uno sangue dolce.

(D) E non rimanessero in guerra con quelli a cui essi sono legati. Voleva che si trovasse modo che pacificandosi colla Chiesa non si inimicassero co’ Fiorentini loro alleati. [p. 86 modifica]S6 LETTERE SCRITTE PER LA MEDESIMA * t AI) IJRBAINO VI. (A) I. Della carità e suoi effetti.

II. Che la giustizia deve essere unita alla misericordia.

III. Prega il pontefice ad emendare gli abusi dei pastori della Chiesa, togliendone i cattivi, ed eleggendone altri migliori.

IV. Ed a perdonare a figliuoli ribelli già pronti all’emendazione de* loro falli. r Al nome di Jesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

I. tantissimo e carissimo padre in Cristo dolce Jesu. Io Catarina serva e schiava dei servi di Jesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangne suo, con desiderio di vedervi fondalo in vera e perfetta carila, acciocché, come pastore buono, poniate la vita per le pecorelle vostre. E veramente, santissimo padre, che solo colui che è fondato in carila, è quello che si dispone a morire per amore di Dio e salute dell’ anime; perocché è privato dell’ amore proprio di sé medesimo; perocché colui che è nell’ amore proprio, non si dispone a dare la vita, e lioir tanto la vita, ma neuna piccola pena non pare che voglia sostenere, perocché sempre teme di sè, cioè di non perdere la vita cor