Canti (Aleardi)/Ore cattive/La Valle della Morte

Ore cattive

La Valle della Morte

../Le Ondine ../Il cantore di Schahkouli IncludiIntestazione 2 giugno 2008 50% Poesie

Ore cattive - Le Ondine Ore cattive - Il cantore di Schahkouli
NELL’ISOLA DI GIAVA.1

 
In un’isola in fondo all’Orïente

Da quaranta vulcani illuminata
Fra le magiche valli, ond’è ridente,

V’è una picciola valle avvelenata.

Cava, rotonda, senza un filo d’erba

Da enormi pietre e da paure cinta,
In vetta a un monte, sovra il letto serba

Sempre un’arena in livido dipinta.

Folte allo incontro su gli esterni clivi

Selve di cocco sorgono e d’allori:
Brucano cervi, cantano giulivi

Augelli strani in cima a strani fiori.

Di fuori è il monte un natural giardino:

Da le cortecce sudano le manne:
L’aura che spira odor di benzoíno

Fa dondolare del bambù le canne.

Ma su in la valle, come in trista reggia

Sempre col dardo vigile sull’arco,
Cacciatrice infallibile passeggia

La morte, e attende gli imprudenti al varco.

Le rondinelle che sfilando a nembi

Riedono a le lor case in Occidente,
Solo che radan di quel loco i lembi,

Come ferite piombano repente.

Vi muor il daino che trapassa a volo,

Vi muor il seme che vi reca il vento,
D’ossa biancheggia il maladetto suolo,

L’aura che ne vapora è un tradimento.

Ode il fragor de’ sotterranei tuoni,

E queto pasce il buffalo selvaggio;
Vede le vampe de’ fumanti coni,

E pasce queto de le lave al raggio:

Ma se un alito sol di quella infesta

Aura lo tocca, esterrefatto mugge,
Agita il pondo de la torva testa,

Vibra la coda e ruïnando fugge.

E pure, Elisa, io so d’un’altra cosa

Di questa valle ancor più desolata:
Cara di fuori, splendida, festosa;

Morta di dentro, e come avvelenata.

E tu sei quella. Io non ò mai veduto

Deserto più deserto del tuo cuore,
Come una tomba devastata muto,

Dove ogni affetto che s’appressa, muore;

Sterile camperel sparso di brevi

Scheletrini d’amori appena nati,
Sparso di spente illusïon, di lievi

Ali di spemi colte negli agguati;

Ei pare un cimitero senza croci.

Se pur care vi sono le vostre vite,
Da questa valle, trepidi, veloci,

O giovinetti, fuggite, fuggite.


Note

  1. La valle che chiamano della Morte Dell’Isola di Giava, dove sono 38 vulcani ardenti, e molti che da un pezzo paiono estinti, à un mezzo miglio di circonferenza all’incirca; è in cima a un colle, ed è una sorgente vulcanica di acido carbonico.