Varenna e Monte di Varenna/Appendice/Le scuole

Le scuole

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LE SCUOLE

Sulle scuole di Varenna poco si può dire. Fino oltre la metà del secolo XVIII le scuole a Varenna, come del resto in tutti gli altri paesi erano istituzioni private ed erano tenute generalmente da Sacerdoti.

La scuola elementare divenne funzione di Stato soltanto nella seconda metà del settecento. Le scuole della città di Milano vennero aperte nel 1787.

Fra Giuseppe di Viggiù Cappuccino Cappellano beneficato dal conte Serponti ad istanza dei deputati dell’estimo nel 1784 aveva aperta in Varenna una scuola gratuita. Pubblicato il nuovo regolamento delle scuole pubbliche obbligatorie, il predetto cappuccino presentò un’istanza per poter continuare nell’insegnamento. [p. 417 modifica]

Ebbe la seguente risposta:

«Per ora niente osta alla continuazione della scuola gratuita del ricorrente che dovrà insinuarsi presso l’ufficio Provinciale di Como il quale nella relazione generale delle scuole da introdursi in quella Provincia si farà carico dell’esposto ed ove nella sistemazione delle medesime si abbia a stabilire una scuola triviale in Varenna. si avrà riguardo all’istanza, qualora il supplicante riporti dal Padri Visitatori il necessario certificato dell’idoneità all’impiego di maestro e di perizia nel metodo normale1».

15 dicembre 1787


Nel 1840 Don Paolo Butti Preposto di Perledo è ispettore delle scuole di tutto il distretto d’Introbbio.

Da un prospetto del risultato degli esami al termine dell’anno scolastico 1839-40 si ricava che il numero dei fanciulli che frequentavano la scuola in Varenna nel predetto anno era il seguente:

Alunni della 1a classe 46
» » 2a » » 15
Che hanno oltrepassato i 12 anni » 5
Che frequentano la scuola estiva » 4

70
Alunne » 70

Come si vede, erano pochi i fanciulli che frequentavano la 2a classe elementare. Non dobbiamo però stupirci di questa cifra se consideriamo il trattamento che era fatto agli insegnanti a quei tempi. Leggiamo nei verbali delle sedute del Consiglio Comunale che nel 1869 la maestra Elisabetta Vitali vecchia e inferma domanda di ritirarsi dall’insegnamento con una pensione. Il Consiglio Comunale, avuto riguardo ai molti anni di servizio prestato ed alla premura che la stessa ha usato nel disimpegno dei suoi doveri, propone di accordarle, a titolo di riconoscenza per una volta tanto, la somma di L. 60 ed ufficia la congregazione di carità ad accordarle un sussidio mensile!

Nel 1871 il maestro Chiesa Giuseppe riceve lo stipendio di L. 500, e la maestra Rossi Giuseppina L. 300.

Nel 1874 la maestra Bresciani Luigia presenta istanza di un aumento di stipendio. Il consiglio comunale respinge la domanda e decide di far pratiche presso gli stabilimenti serici Gavazzi e Vitali perchè abbiano a rimunerare la istante Bresciani almeno per lire 50 ciascuno all’anno, con l’obbligo alla stessa di recarsi in detti stabilimenti un’ora al giorno per istruirvi le fanciulle. [p. 418 modifica]

Nello stesso anno viene portato a L. 500 lo stipendio del maestra comunale Ticozzi; anteriormente era di L. 300.

Fra le insegnanti private ricordiamo ancora qui Maddalena e Francesca Borsieri sorelle di Pietro Borsieri delle quali abbiamo già parlato.

Per la munificenza della signora Seufferheld, Varenna ebbe nel 1873 un asilo, ma alla morte di questa signora nel 1894, il comune si trovòStabilimento idroterapico di Regoledo (fotogr. Adamoli) privo dei mezzi necessari per continuare a mantenere l’istituzione. Però nel 1898 avendo il signor Walter Kess, un tedesco milionario, acquistata la villa del Monastero per essere libero dalla servitù di un passaggio comunale che conduceva alla Chiesa della villa del Monastero fece col Comune una permuta. Cioè, in cambio della chiesa e della strada, cedette al comune il fabbricato dell’asilo con i terreni adiacenti e lire quattromila.

E poichè con sottoscrizioni e con lasciti era stato possibile sgranellare la somma di lire 20.000, nel 1901 l’asilo potè essere riaperto.

L’asilo infantile di Perledo venne fondato nel 1909 nella casa donata da Ongania Francesco.

Note

  1. A. S. M. Studi.