Tre libri dell'educatione christiana dei figliuoli/Libro III/Capitolo 3

Libro III - Capitolo 3

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CHE I DIFETTI FANCIULLESCHI NON DEVONO DISPREZZARSI.

Si potebbono dire anchora dell’altre cose, ma questo basti, perche il nostro padre di famiglia veda, et intenda in parte le male inclinationi, et i pericoli, et peccati della pueritia, laquale possiamo figurare che arrivi sino al quartodecimo anno; acciò sia sollecito A rimediarvi per tempo, non la riputando cosa da disprezzarsi, per piccoli che appariscano i difetti fanciulleschi. Non ha dubbio che i peccati del giovane, et dell’huomo perfetto nascono da più deliberata elettione, et da maggior malitia, conciosia che vi sia maggior lume di ragione, che non è nel putto, si come anchora nell’huomo sarà più ferma, et habituata la dispositione nel male, laquale non è tanto impressa nel fanciullo che in minor spatio di tempo ha potuto operar meno, et maggiori etiandio saranno gli effetti che produrrà la forza, et la capacità maggiore dell’huomo, percioche per cagion d’esempio, i furti del fanciullo per ordinario saranno di cose minori, et parimente gli effetti dell’ira più deboli per la debolezza delle forze, ma nondimeno la vehemenza dell’affetto non cede di molto nel putto, etiandio sino al sangue, che con le pietre, et con i coltelli molti hanno sparso de i suoi piccoli compagni. In somma come si è detto, la nostra natura è guasta, et corrottta in modo, che se non è preservata, et condita co’l sale della buona disciplina, scaturiscono dalle sue piaghe piccoli vermi, che diventano poi venenosi serpenti, voglio dire, che proportionatamente sono ne i fanciulli i piccoli peccati, che grandi sono poi ne gli huomini maturi. Et però il glorioso santo Agostino parlando nel primo libro delle sue confessioni di questi peccati puerili, dimostrava questa proportione, dicendo che dalle fraudi, et inganni fanciulleschi, che si commettono in cose leggierissime, et come egli dice dalle noci, dalle palle, et da gli uccelli, si passa nell’età maggiore, all’oro, et alle possessioni, si come da i pedagoghi, et da i maestri, si và a i governatori, et a i magistrati delle Città, et alla verga con laquale si castigano i fanciulli, succedono i supplitii gravi per castigo de i malfattori. Adunque se la cosa sta così, non deve in modo alcuno il padre di famiglia disprezzare i piccoli errori et difetti, et non deve dire, ei son putti, ei non hanno anchora più intelletto che tanto, troppo ci saria che fare à tener conto de i pomi, et delle noci de i fanciulli; disgratia non dica cosi, anzi chiuda à buon’hora la via al vitio, et faccia buoni ripari, et metta come si suol dire la virtù in casa, e in possesso, et introduca, et stabilisca quanto può l’assuefarsi à operar virtuosamente, et à temer Iddio, et edifichi gli argini prima che il torrente delle male inclinationi ingrossi per gli atti frequenti, benche da principio sia cosi piccolo che à pena apparischi. Et perche si è detto, che i fanciulli hanno anchora poco intelletto, et però fanno molte cosarelle inconsideratamente, sappia il nostro padre di famiglia che questa appunto è la ragione che lo obliga à vegliar sopra la custodia del figliuolo. Et veramente è cosa degna di compassione à considerar la conditione della povera natura humana, che dentro di noi medesimi habbiamo il veneno, et la infettione del peccato, cioè il fomite, et la concupiscenza della carne ribelle à lo spirito, che ci inchina, et stimola al male, et da principio vive, et opera il fanciullo senza discorso, seguitando solo quelle cose che sono dolci, et dilettevoli a i sensi, et prima che la ragione quasi sepolta nel sonno si svegli, et apra gli occhi, et cominci à discernere tra la luce della virtù, et le tenebre del vitio, et prima che possa pigliar la briglia in mano, già l’appetito, la carne, e ’l senso hanno preso tanta forza et tanto si sono impadroniti, che a guisa di grassi, et feroci cavalli ricalcitrano, et trasportano l’anima nel precipitio de i peccati, non potendo patir di caminar per altra strada, che per quella dove gran tempo sono stati avvezzi, cioè della sensualità et del piacere. La onde non senza cagione apparente et probabile si potria dire da alcuno, che la conditione de gli huomini fosse peggiore che quella de i bruti, i quali à pena nati sanno conoscere quello che noce, et giova loro, et guidati dallo instinto naturale non traviano, et non errano dal fin loro. Ma si risponde che la ragione, che anchora non esercita l’offitio suo nel fanciullo, è perfetta nel padre et nella madre, i quali devono supplire al mancamento dell’età non altrimenti che una guida ad uno ò cieco, ò di corta vita, et uno appoggio ad un debole, et cosi come non si permette che il fanciullino adescato dalla vaghezza del lume, prenda con le mani il fuoco, la cui operatione egli non conosce, ne meno si lascia caminare per tutto à suo senno, acciò inavedutamente non cada ne i pericoli non conosciuti, in danno del corpo, cosi et molto più è giusto che non si lasci fare a i putti tutto quello che vogliono in danno dell’anima, anzi conviene che non solo le attioni de i putti maggiori, ma de i fanciulli per quanto si può siano ragionevoli, et indrizzate al fine della virtù, non per la regola della lor propria ragione, che per anchora non esce in atto, ma si bene per quella del padre, ilche non deve parer strano, poiche anchora gli animali, et sino alle cose inanimate operano in questo modo ragionevolmente, cioè con il discorso et con la intelligenza, ch’è in colui che le muove, cosi la saetta corre dirittamente al bersaglio, cosi il pennello del pittore dipigne una bellissima figura, et cosi la cetra rende un dolce, et armonioso suono.