Tre libri dell'educatione christiana dei figliuoli/Libro I/Capitolo 8

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COME LE CALAMITÀ DE’ NOSTRI TEMPI, INTORNO ALLA RELIGIONE, HABBIANO IN GRAN PARTE ORIGINE DALLA MALA EDUCATIONE.

Forse parerà ad alcuno che io usi troppa esaggeratione in quello che hora son per dire, ma l’importanza, et gravità della cosa, mi commove à dirne liberamente quello ch’io ne sento. À me pare che le molte calamità, delle quali vediamo pieno il mondo in questi ultimi tempi, et in questa, per cosi chiamarla, decrepità del secolo, habbiano in gran parte origine dalla mala educatione de i figliuoli, perciò che cosi come gli huomini non si fanno, se non dopo essere stati fanciulli, et giovani, cosi ordinariamente parlando, et gli huomini buoni, et gli huomini cattivi, non si fanno se non de i buoni, et de i cattivi fanciulli et giovani; quindi avviene ch’essendo stato alcuno ne gli anni più teneri mal disciplinato et allevatosi senza timor di Dio, et essendosi avvezzo à non ubidire al padre, et alla madre, ma à fare la propria voluntà et amare disordinatamente se medesimo, allargando il freno alle carnalità, all’appetito della roba et all’ambitione, và tanto oltra, crescendo con gli anni il mal habito anchora, et per si fatto modo con la robustezza del corpo, si corrobora insieme il vitio in un cuore, che non temendo hormai più ne huomini ne Dio, et essendo l’uso continuato, et il mal habito del peccare à cui non si vuol far resistenza diventato quasi natura, et quasi necessità, finalmente corre senza ritegno alcuno à precipitarsi nel profondo di tutte le abominationi, et di tutte le sceleratezze. Di questi tali come d’instrumenti prepararati ad ogni iniquità fabrica poi il diavolo non solo i seditiosi, et perturbatori della pace commune, rivolgitori delle Città et de i Regni, ma gli heretici, et gli heresiarchi, et quelli che con lo insipiente, et stolto di cui ragiona il Salmista, dicono nel cuor suo, non ci è Dio. In questo modo son nate le divisioni et le heresie nella Santa Chiesa, come facilmente si potria provare per infiniti esempii, cioè che alcuni huomini superbi, et ambitiosi ò per sdegno et impacienza di haver havuto repulsa da alcuno honore, et dignità, ò per non sapersi contener dentro i termini della vita privata, et per desiderio di dominare, et di haver seguaci per farsi nominar per il mondo, e mancando loro i veri mezzi della virtù, alzano per più facilmente pervenire a i pessimi fini loro, lo stendardo di qualche ò nova, ò vecchia heresia, ritrovata et ravvivata dalle ceneri sepolte nell’inferno et colà traggono poi, et si ragunano tutti quelli che hanno la medesima natura, et dispositione; et questi vasi del diavolo ministri di perditione, tanto sono più pernitiosi quanto con la vita vitiosa et lorda si congiunge qualche acutezza d’ingegno, qualche cognitione di litere, et quella scienza ch’essendo come dice l’Apostolo priva di carità non edifica, ma gonfia, et fa insuperbire altrui, et ciò avviene molto più, se ci è lingua, et eloquenza per ragionare et per scrivere, che questo è appunto il soffione et il mantice che accende ogni gran fuoco di discordia et di seditione. In somma non si perviene facilmente à cosi grande estremo di peccato come è il separarsi dalla Santa Chiesa Catholica et Apostolica se non dopo un lungo habito di peccare et questo si fà con molti atti, et lunga successione di tempo, cominciando à poco à poco nell’età più verde nella quale se non si estirpano le prime radici del vitio diventa il senso tanto potente, che la forza della immoderata passione accieca quasi l’intelletto, et vengono gli huomini à tanto furore et horribile cecità che non contenti di peccare, vogliono che il peccato loro sia reputato virtù, et le impurissime libidini et mille altre sceleratezze siano adorate per cose sante, et come tali per quanto è in loro, le pongono à sedere nel tempio di Dio, dogmatizzando nella cathedra della pestilenza errori cosi abominevoli, et nella fede, et nei costumi, che non solo le divine scritture, il conseso de i padri, et la autorità di Santa Chiesa, ma il lume istesso della ragione li detesta, et li condanna.