Pagina:Fantoni, Giovanni – Poesie, 1913 – BEIC 1817699.djvu/458: differenze tra le versioni

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''Od''., 1, 18 ]; {{Sc|i}}, 7 [pel metro cfr. {{Sc|Or}}., ''Od''., {{Sc|i}}, 2]; ''Scherzi'' , 4; ''Odi'',
{{Sc|i}}, 6 ; {{Sc|i}}, 3 [cfr. {{Sc|Or}}., ''Od''., {{Sc|i}}, 4]; {{Sc|i}}, 8 [cfr. {{Sc|Or}}., ''Epod''., 1] ; 1, 2 (dedicata a Giacomo Costa) [cfr. {{Sc|Or}}., ''Od''., {{Sc|i}}, 21]; ''Scherzi'', 37 (diretta «Al marchese G. P., amico infedele»); ''Odi'', {{Sc|i}}, 5; {{Sc|i}}, 9 [cfr. {{Sc|Or}}., ''Od''., {{Sc|iv}}, 7]; {{Sc|i}}, 4; {{Sc|i}}, 10 [cfr. {{Sc|Or}}., ''Od''., {{Sc|i}}, 19].


L’ediz., che senza dubbio fu stampata a Massa, come si rileva da una lettera di Labindo (pubbl. postuma dal nepote) in risposta a certe sciocche critiche metriche d’un articolista delle fiorentine ''Novelle letterarie'', venne rimessa a nuovo nel 1783, mercé la mutazione del frontespizio e della dedica, indirizzata non piú all’imperatrice Caterina, bene all’ammiraglio Rodney, e così concepita:
Od., i, 18 ]; i, 7 [pel metro cfr. Or., Od., 1, 2]; Scherzi , 4; Odi,
1, 6 ; 1, 3 [cfr. Or., Od., I, 4]; i, 8 [cfr. Or., Epod., 1] ; 1, 2 (dedicata a Giacomo Costa) [cfr. Or., Od., 1, 21]; Scherzi, 37 (diretta
«Al marchese G. P., amico infedele»); Odi, 1, 5; 1, 9 [cfr. Or.,
Od., iv, 7]; 1, 4; 1, io [cfr. Or., Od., 1, 19].


{{Smaller block|{{gap|2em}}Millord Rodney,
L’ediz., che senza dubbio fu stampata a Massa, come si rileva
da una lettera di Labindo tpubbl. postuma dal nepote) in risposta
a certe sciocche critiche metriche d’un articolista delle fiorentine
Novelle letterarie, venne rimessa a nuovo nel 1783, mercé lamutazione del frontespizio e della dedica, indirizzata non piú all’imperatrice Caterina, si bene all’ammiraglio Rodney, e cosi concepita:


I vostri trionfi hanno meritata l’attenzione dell’universo, ed io, nel filosofico ritiro in cui vivo da quasi un lustro, ho riscosso la cetra per celebrarli. L’edizione delle ''Odi'', che vi presento, non è certamente degna di voi, ma corrispondente alla mediocritá delle mie circostanze. Non valutate che l’espressioni : elleno non possono comperarsi come i caratteri: sono figlie dell’entusiasmo di un cuore, che le gloriose azioni delle passate vostre campagne hanno reso inglese. Riconoscetemi dunque per vostro concittadino; e profittate, con quell’ impero che hanno le anime grandi sopra i cuori sensibili, di chi, ammirandovi con la piú profonda venerazione, si pregia di essere, ecc.}}
Millord Rodney,


Passando ora agli ''Scherzi'', riesce difficile stabilire quale sia la prima ediz. di essi: se quella, che conosciamo, del 1784, o un’altra, sconosciuta, del 1782, che né lo Sforza né io, per quante ricerche avessimo fatte, giungemmo mai a vedere. Il dubbio sorge da due affermazioni contradittorie di Agostino Fantoni : il quale in un luogo ({{Sc|ii}}, 309) afferma che gli ''Scherzi'' furono stampati per la prima volta a Berna nel 1784; e in un altro ({{Sc|iii}}, 254), che «l’ardire, che... ispirarono» a Labindo «i primi successi, lo posero in grado di mandare alla luce nell’anno 1782 due piccole edizz. de’ suoi componimenti, cioè gli ''{{spaziato|Scherzi}}'', che furono poi ristampati sotto la data di {{spaziato|Berna}}», e la giá cit. ed. delle ''Odi''. Prendendo a fondamento due altre testimonianze di Agostino — relative l'una all’idillio ''Il simulacro'' , che, secondo lui, sarebbe stato «diretto in una delle prime edizioni all’avv. Silverio M. Beggi di Ortonuovo», con una lettera che egli trascrive ({{Sc|ii}}, 297-8); e l’altra all’idillio ''La solitudine'', cui sarebbe stata premessa una lettera ''Ad una pastorella'' , parimente riprodotta, — lo Sforza ragiona cosI : — Poiché siffatte
I vostri trionfi hanno meritata l’attenzione dell’universo, ed io, nel
filosofico ritiro in cui vivo da quasi un lustro, ho riscosso la cetra per
celebrarli. L’edizione delle Odi, che vi presento, non è certamente degna di
voi, ma corrispondente alla mediocritá delle mie circostanze. Non valutate
che l’espressioni : elleno non possono comperarsi come i caratteri: sono
figlie dell’entusiasmo di un cuore, che le gloriose azioni delle passate
vostre campagne hanno reso inglese. Riconoscetemi dunque per vostro
concittadino; e profittate, con quell’ impero che hanno le anime grandi
sopra i cuori sensibili, di chi, ammirandovi con la piú profonda venerazione, si pregia di essere, ecc.

Passando ora agli Scherzi, riesce difficile stabilire quale sia la
prima ediz. di essi: se quella, che conosciamo, del 1784, o un’altra,
sconosciuta, del 1782, che né lo Sforza né io, per quante ricerche
avessimo fatte, giungemmo mai a vedere. Il dubbio sorge da due
affermazioni contradittorie di Agostino Fantoni : il quale in un
luogo (11, 309) afferma che gli Scherzi furono stampati per la prima
volta a Berna nel 1784; e in un altro (in, 254), che «l’ardire, che...
ispirarono» a Labindo «i primi successi, lo posero in grado di mandare alla luce nell’anno 1782 due piccole edizz. de’ suoi componimenti, cioè gli Scherzi, che furono poi ristampati sotto la data
di Berna», e la giá cit. ed. delle Odi. Prendendo a fondamento
due altre testimonianze di Agostino — relative Luna all’idillio
Il simulacro , che, secondo lui, sarebbe stato «diretto in una delle
prime edizioni all’avv. Silverio M. Beggi di Ortonuovo», con una
lettera che egli trascrive (11, 297-8); e l’altra all’idillio La solitudine, cui sarebbe stata premessa una lettera Ad una pastorella ,
parimente riprodotta, — lo Sforza ragiona cosi : — Poiché siffatte