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Di un cavallo grosso e magro si dice che pare il cavallo dell’Apocalisse.
 
Di un cavallo grosso e magro si dice che pare il cavallo dell’Apocalisse.
   
'''17. Cavallo di Aristotile.'''
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'''17. Cavallo di {{AutoreCitato|Aristotele|Aristotile}}.'''
   
 
Alessandro il Grande, invaghitosi di una indiana, pareva aver perduto ogni desiderio di conquista. Aristotile, suo precettore, volle riprenderlo e persuaderlo che ad un guerriero suo pari, male addicevasi posporre all’amore di una donna, la gloria che poteva acquistarsi. Si arrese Alessandro ai consigli del suo maestro, ma l’indiana conosciuta la causa dell’abbandono in cui era lasciata, pensò di trarne vendetta, e tanto fece, tanta malizia mise in opera da rendere a sua volta quel sommo filosofo pazzamente innamorato di lei. Un dì che Aristotile le dichiarò il suo amore, essa finse di non credergli, e volle da lui una prova che l’assicurasse della verità delle sue parole. Acconsentì il filosofo, ed allora essa gli disse: «Onfale voleva veder filare un eroe, voi dovete soddisfare ad un mio capriccio: desidero cavalcare sulla schiena di un filosofo.» Si acconciò Aristotile ad appagare questo strano desiderio, e lasciatosi imbrigliare ed insellare messosi carpone lasciò che la giovine gli salisse a ridosso. Così scherzando e girando di qua e di là, essa fece in modo di condurlo in un luogo dove Alessandro erasi appiatato, il quale vedendo il suo maestro acconciato a quel modo, lo rimproverò perchè così male mettesse in pratica i consigli che dava agli altri. Non si confuse per questo Aristotile, chè anzi ne pigliò {{Pt|ar-|}}
 
Alessandro il Grande, invaghitosi di una indiana, pareva aver perduto ogni desiderio di conquista. Aristotile, suo precettore, volle riprenderlo e persuaderlo che ad un guerriero suo pari, male addicevasi posporre all’amore di una donna, la gloria che poteva acquistarsi. Si arrese Alessandro ai consigli del suo maestro, ma l’indiana conosciuta la causa dell’abbandono in cui era lasciata, pensò di trarne vendetta, e tanto fece, tanta malizia mise in opera da rendere a sua volta quel sommo filosofo pazzamente innamorato di lei. Un dì che Aristotile le dichiarò il suo amore, essa finse di non credergli, e volle da lui una prova che l’assicurasse della verità delle sue parole. Acconsentì il filosofo, ed allora essa gli disse: «Onfale voleva veder filare un eroe, voi dovete soddisfare ad un mio capriccio: desidero cavalcare sulla schiena di un filosofo.» Si acconciò Aristotile ad appagare questo strano desiderio, e lasciatosi imbrigliare ed insellare messosi carpone lasciò che la giovine gli salisse a ridosso. Così scherzando e girando di qua e di là, essa fece in modo di condurlo in un luogo dove Alessandro erasi appiatato, il quale vedendo il suo maestro acconciato a quel modo, lo rimproverò perchè così male mettesse in pratica i consigli che dava agli altri. Non si confuse per questo Aristotile, chè anzi ne pigliò {{Pt|ar-|}}
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