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Contessa o Marchesa?

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Come la signora Andromaca fu gentilmente spaventata Dove avete trovato, mio caro, vostra moglie?

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CONTESSA O MARCHESA?

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Dunque lei va professore di italiano al liceo di B...? Vi si troverà bene: una graziosa cittadina. Verdura e frutta squisite. Però bisogna che lei si decida: contessa o marchesa?

– Sarebbe a dire?

– Non è facile; ma mi ci proverò: sarebbe a dire che anche lei, dopo un po’ di tempo che sarà rimasto a B..., dovrà decidersi: o per la contessa, o per la marchesa.

– Sono due colori politici?

– No! non sono veramente due partiti politici: sono due signore; ma lei non tarderà ad accorgersi che tutto l’arcobaleno dei partiti politici si può scomporre nei [p. 166 modifica]due grandi partiti: il partito della contessa, il partito della marchesa.

– Lei desidera di scherzare...

– Le dimostro che no; e vedrà che anzi lei nella sua condizione di uomo di lettere, si troverà in un certo imbarazzo. Lei, mi pare, ha pubblicato qualche studio su Dante. Ebbene, lei sotto questo riguardo, appartiene già al partito della contessa, perchè questa signora è vice-presidente (non dica vice-presidentessa) della società Dante Alighieri. Invece, lei in arte non è troppo entusiasta delle forme futuriste. Lei, per esempio, in una patata vede una patata, vero? Lei, come professore, ammette che, esistendo un soggetto, debba esistere un verbo, almeno sottinteso. Non è così?

– Sì, certamente.

– Ebbene, in questo caso, lei è del partito della marchesa, e contro la contessa. Anzi stia attento: la contessa ha lanciato due o tre giovanetti, furenti contro il liceo, che stampano ogni tanto un giornaletto e dispongono di una muta feroce di aggettivi [p. 167 modifica]che potrebbero morderle i polpacci letterari. E in politica, lei di quale opinione è? È un «press’a poco», oppure ha opinioni nette? E in morale, crede in quella cosa arcaica che è la morale assoluta, unica, oppure alle diverse morali che fabbricano gli uomini come l’abito da sera, l’abito da passeggio, il pijamas ecc.?

– Sono, le confesso, ancora incerto.

– Ecco vede: lei, con questa incertezza, sta con un piede sul seno della marchesa, il quale – dice la contessa – è mostruoso; e con l’altro piede sul seno della contessa, il quale – dice la marchesa – non esiste se non di gomma.

– Si tratta di due simboli. Ho capito.

– Lei non ha capito niente: si tratta – ripeto – di due signore; la contessa è veramente la contessa Tatiana, età circa anni cinquanta...

– Una vecchia...!

Oh, non le esca di bocca questa parola! La contessa Tatiana aveva un’età, ora non ne ha più. La contessa Tatiana ha [p. 168 modifica]proclamato che Ninon de Lenclos, ad ottant’anni, aveva ancora gli adoratori ai suoi piedi. E lei probabilmente sentirà dire, come ho sentito dire io molti anni fa, che, prima che lei – Tatiana – arrivi all’età di Ninon de Lenclos, occorre ancora un mezzo secolo. Lei vedrà, quasi giornalmente, passare fra il popolo, per il corso, al mercato, una charrette elegante tirata da un poney, guidato da una ancora ardita figura di donna con accanto una leggiadra cameriera. È Ninon de Lenclos, cioè è la contessa Tatiana, che quasi ogni mattina, viene dalla sua villa in città a far le spese personalmente. È inutile dire contessa: basta Tatiana! «Hai visto Tatiana? Tatiana fa così, Tatiana ha detto così, veste così. Si dipinge così!». Tutto l’esercito delle signorine: normaliste, sartine, telefoniste, maestrine, servette ecc., sono per Tatiana. E lei può essere certo che anche gli uomini, se vogliono aspirare all’amore delle signorine, devono dichiararsi per Tatiana. Molti anni addietro, la moda, quando giungeva a B..., era già [p. 169 modifica]morta a Milano. Oggi il dernier cri si alza quasi contemporaneamente a Parigi, a Milano, e a B...; e questa importante innovazione è dovuta a Tatiana. La energia di Tatiana è proverbiale! Ci fu una maestrina rurale che ebbe un figlio. Consiglio comunale, consiglio provinciale, prefetto, ecc. ecc. dichiararono la destituzione della maestrina. Tatiana andò sino al parlamento, scritturò alcuni deputati, che fecero magnifici discorsi sul diritto della maternità, e fu destituito – invece – un povero ispettore. Tatiana inoltre è popolarissima, perchè è bensì vero che porta la corona di contessa, ma la sua dichiarazione è questa: «io sono figlia delle mie opere». Infatti ella fu una delle prime a prodursi in quelle danze mimo-plastiche, che poi sono venute di gran moda. Si produsse anche a B..., e fu uno scandalo enorme. Ballare quasi nuda, fuorchè la faccia che aveva il belletto! Si giunse sino alle preghiere pubbliche nelle chiese per la purificazione della città. Ma un disgraziato giornalista si prese anche una [p. 170 modifica]querela per diffamazione. Tatiana fu inesorabile, e la sua difesa entusiasmò il pubblico. A prescindere dalle ragioni dell’arte, ella con l’aiuto di avvocati e di medici, dimostrò che era fisiologicamente impossibile conservare la statuarietà efebica del suo corpo professionale, senza la più virginale astinenza, e quindi non poteva avere amanti, come diceva quel tale. Contemporaneamente alla condanna dell’impudente, Tatiana ebbe la soddisfazione di vedersi offrire la mano di marito dal conte B..., un giovanottone di dieci anni meno di lei, il quale, con tale atto, veniva a suggellare cavallerescamente le dichiarazioni di Tatiana. Costei, allora, per dimostrare la sua purità, sacrificò la sua arte, e accettò di diventare contessa. Il conte B... disponeva di circa trentamila lire di rendita, ma Tatiana spendendone cinquanta o sessantamila all’anno...

– Ha rovinato il conte.

– Mai più: ha portato il conte suo marito, sino quasi alla deputazione politica. «La ricchezza? La ricchezza è un fenomeno [p. 171 modifica]passeggero e deve essere devoluta al popolo lavoratore. Sono i borghesi, che impediscono la rapida trasmissione della ricchezza». Questo è uno dei messaggi di Tatiana.

– Allora il marito è deputato di estrema sinistra.

– Lo sarebbe stato senza la opposizione formidabile della marchesa, che è a capo del partito opposto, quello «che lavora all’ombra del confessionale» come dice la contessa; partito meno appariscente, ma non perciò meno potente. Il partito della «falsa morale», come dice anche la contessa, perchè la «vera morale» consiste nel riconoscimento del diritto naturale.

– Ma se prima...

– Prima è un’altra cosa! Prima Tatiana non aveva marito, e, prima, la temperanza era una necessità professionale, una pratica igienica, come ella dimostrò davanti ai giudici. Prima... prima del matrimonio Tatiana era più giovane; e le donne giovani hanno tendenze ideali; divenendo poi meno giovani, prevalgono le tendenze realistiche, nè [p. 172 modifica]l’esistenza di un marito può impedire lo sviluppo del diritto naturale. Anche questo è un messaggio di Tatiana.

– Ma il conte permette questi – diciamo così – messaggi?

– Non è che il conte permetta, ma è Tatiana che non permette: anzi ha educato il conte alle sue teorie. È il conte stesso che dice: «io e Tatiana andiamo perfettamente d’accordo. Se Tatiana dovesse per caso innamorarsi di un altro uomo, io lascierei via libera». Le signore a B..., dicono: «bisognerebbe fare come fa Tatiana».

– Ma è uno scandalo allora!

– È quello che sostiene la marchesa, cioè il marchese, suo marito, giacchè la marchesa non dice mai «io», ma dice: «il marchese mio marito», e così dice: «come vuole, come pensa mio marito» , il quale non se ne occupa. È come un re costituzionale. «Mio Dio, già si sa – dice la marchesa, cioè il marchese mio marito – perchè la società va a catafascio. Quando una élite si imbecillisce al punto che un conte sposa una [p. 173 modifica]ballerina, che rispetto il popolo può avere?

Questa parola ballerina, è il colmo dell’oltraggio per Tatiana, come chiamare Raffaello, imbianchino. Essa è stata l’artista mimo-plastica, la rivelatrice cioè, col corpo, della psiche.

«Che psiche! – dice la marchesa. – Io non la raccatterei con le molle».

– Si scambiano insolenze?

– Atroci, non fra loro, ma per i loro emissari.

La marchesa non era priva di una certa istruzione; e Tatiana la ha definita biblioteca antiquaria.

– Grazioso!

– Sono graziose tutte e due: Tatiana si conduce dietro una coorte di ottimi amici, come dice il conte; e siccome fra questi amici ve ne sono di assai giovanissimi, così la marchesa ha definito Tatiana «l’antico poligono delle esercitazioni» o la «scuola di corruzione pei minorenni». E siccome si parlava di una ardente passione di Tatiana per un giovanetto, così la marchesa [p. 174 modifica]la ha giustificata. «Povera donna! – ha detto – lei cerca di mantenere un equilibrio costante di tempo fra i suoi anni e quelli dei suoi amanti. Sarà fra poco costretta a ricorrere ai giardini d’infanzia».

«Povera marchesa! – dice alla sua volta Tatiana – È ben doloroso per una donna che è tutt’altro che brutta, doversi trovar costretta alla più esasperante astinenza! Dicono che il marchese è incolume. Ma io non ne dubito affatto! È una donna che non è femmina: repugna! Già suda in una maniera indecente. Non è possibile che la povera marchesa possa avere un amante. Si può ben mordere le unghie, ma non potrà mai avere un amante!». «Non è con quella ballerina che bisogna pigliarsela – dice la marchesa. – È il marito che costituisce un’indegnità».

Per quanto la marchesa non si prodighi in pubblico, vi sono circostanze in cui essa deve trovarsi al contatto della contessa Tatiana. Questa è una cosa che la obbliga poi ad un bagno dì purificazione. [p. 175 modifica]

Ma Tatiana assicura con un sorriso che rimane ancor bello, che ciò non è vero. «Sarà un bagno simbolico, la marchesa non fa bagni: e poi per chi lavarsi e darsi la cipria? à la fleur de neige?» Ai miei tempi, avvenne uno scandalo, e toccò al povero marchese di provocarlo. Noblesse oblige! Già anche per i re più stupidamente costituzionali viene il momento di assumersi una responsabilità.

– E lo provocò?

– Sì, certo. Affrontò il conte con un: «Lei è un miserabile».

– E nacque un duello?

– Si sperava: ma non fu così. Il conte rispose: «Ohimè, sì! e lei, caro marchese, nè più nè meno di me». E si sono stretti la mano prima del duello! Ad ogni modo, quando lei sarà di sede a B..., bisogna che prenda posizione: o per la contessa o per la marchesa.