Satira e antisatira/All'Altezza Serenissima di Vittoria Medici della Rovere

All'Altezza Serenissima di Vittoria Medici della Rovere, Gran Duchessa di Toscana

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All'Altezza Serenissima di Vittoria Medici della Rovere, Gran Duchessa di Toscana
Satira e antisatira Dedicazione d'opera


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SERENISSIMA

ALTEZZA


PErch’egli è abuso, e scopo finale della maggior parte degli huomini il vilipendere & oltraggiare in ogni lor discorso, e con ogni lor attione le donne, benche da esse riconoscano l’essere, e la vita, Vostra Altezza [p. 4 modifica]Serenissima, ch’è la gloria del sesso Donnesco, e ch’accoglie in se qualità celesti, oltre all’esserne ossequiosamente da me supplicata, non isdegnerà, per sua benignità, mi persuado, diffendere il proprio sesso, ne sprezzerà la pouertà di questo dono, che per glorificare me stessa, porto sù l’altare di queste carti per vittima al gran Nume del Suo nome. Che se la Vostra modestia, ò Benignissima compagna indiuisibile della vera virtù, e grandezza, si copiacesse più di meritare, che [p. 5 modifica]che di riceuere gli altrui ossequij sotto titolo di sacrifici, restate almeno seruita ch’io per nome di tutto il sesso vi comparisca inanzi con le presenti diffese del merito feminile, come à principessa di così vasta potẽza e dominio che valerrebbe a diffẽdere la giustizia di questa causa, nõ solo contro il Sig. Buoninsegni, ma anche contro il Mondo tutto. E perche m’è noto il liuore di molti degli huomini contro le donne, chiaramente da me conosciuto ne loro scritti, stauomi [p. 6 modifica] sospesa s’io dovessi affidar questo parto del mio debile ingegno sotto la protezione di verun di loro, quand’ecco, che la Fama con rimbombante voce, esclamando strepitosamente gli encomij delle semidiuine qualità vostre, m’hà fatta correr subito riuerentissima a ricourare all’ombra della vostra famosissima Rouere d’oro, gl’imperfettissimi tratti della mia penna. Conosco la mia temerità, a diffesa di cui, supplico, che sottentri quella real gentilezza, la quale [p. 7 modifica]quale è da ogni lingua acclamata in Voi per inimitabile, tanto più, ch’ella è stata il Dedalo, c’hà impennate l’ali all’Icaro dell’ardimento mio, onde non hò da dubitar precipizi, ma sperar glorie, se voi nouella Hester (già ch’a lei non sete inferiore nella bellezza, nella grandezza, nella bontà) ricupererete, col mezzo della vostra auttorità, dai pregiuditij nõ meritati tutto il vostro sesso, si com’ella intercedè la vita a tutto il suo popolo. A voi però ricorro, Semidea della [p. 8 modifica] Toscana, anzi dell’Vniuerso tutto, perche mi siate scudo contro ai colpi delle maligne dentature de mordaci. E chi sarà quel temerario, ch’ardisca di mordere, quando a prima vista se gli farà inanzi la grandezza di tal diffesa? S’ammuttiranno gli Aristarchi, taceranno gl’ignoranti, condõneranno i sapienti, e l’intesso Sig. Buoninsegni haurà per gloria delle sue fortune l’esser contrastato da chi non è stata audace di comparir in campo senza il patrocinio di quella Gran [p. 9 modifica]Donna, di cui egli tiene à felicissima sorte l’esser nato suddito, e seruo. Io frà tanto, se li ossequij miei saranno da voi felicitati con un sol guardo benigno, andrò fastosa d’hauer in questa contesa ottenuto a mio favore una gloriosissima VITTORIA. Non isdegnate dunque, ò generosissima, di compartir l’aura della vostra protettione a diffendere la causa vniuersale di tutte le donne, che meritano, e di perdonar a me imparticolare, ch’umilissimamente Ve ne prego, gli [p. 10 modifica]gli eccessi della mia presunzione. Ma forse v’offendo col diffidar eccessi di benignità, e di grazie in voi, che sete un ristretto, anzi per meglio dire, un immenso Oceano d’ogni grazia. In voi hà collocato Iddio le marauiglie della sua Onnipotenza, havendoui fatta vn’epilogo di tutte le perfettioni, & arricchita dei pregi maggiori, che siano usciti dalla sua diuina mano. Oltre all’esser del sesso più gradito al Cielo, sete nata dal più glorioso Sangue, ch’abbia giamai [p. 11 modifica]illustrato il Mondo, e sete accopiata in nodo di matrimonio col più degno Regnante, che maneggi Scettro. Ma queste sono picciole stille del vastissimo Mare del vostro merito, e delle vostre grandezze, ond’io, timida d’ingolfarmi in così profondo Pelago col debil legnetto del mio rozo discorso, lascierò che per me esclami eternamente nelle bocche di tutti gli huomini la Fama. E che saprebbe dire d’un’infinità di sourahumane conditioni vna pẽna inerudita [p. 12 modifica]guidata da un’intelletto confuso nelle marauiglie? Niente al certo, mentre questa sarebbe materia da stancar la lingua, e il braccio de più famosi Oratori, e de’ più rinomati Historici, ch’habbia hauuto, ò la Romana, ò la Greca eloquenza. Dirò dunque solo, che voi sete degna moglie di quel Serenissimo Dominante, il minor accidente del cui merito è il titolo di Grande, e quì supplicandoui d’un sol raggio d’ombra protettrice, m’offero di sempre pregarui da Dio [p. 13 modifica]Dio con incessanti, benche indegne orationi, tutte quelle prosperità, e grandezze, che si ponno godere quà giù in questa bassa Terra, sopra alla quale inchinata, humilissima bacio a Vostra Altezza Serenissima le vesti.

Venezia, li 30.Giug.1644.

Di Vostra Altissima Serenis.


Hum. e divotiss. servitrice,
          A. T.