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Rime d'amore

CLXXVII

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CLXXVII

Lamentasi della fortuna, essendo prossima la partenza di lui.

     Poi che tu mandi a far tanta dimora,
empia Fortuna, in sí lontan paese
il chiaro e vivo raggio che in’accese,
empia ed aversa a’ miei disiri ognora,
     conveniente e giusto e degno fora
che tu mi fossi almen tanto cortese,
che quest’ore sí brevi avesse spese
qui meco tutte lui che m’innamora;
     sí che ’l cor e gli orecchi e gli occhi insieme
prendesser cibo a sostenermi in vita
quel lungo tempo poi ch’ei fia lontano.
     Ma tu stai dura, ed io mi doglio invano,
dal ciel, da te e poi d’Amor tradita:
però l’alma di ciò sospira e geme.