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Rime d'amore

CCXXIX

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CCXXIX

Nel partire di lui, non potè piangere.

     Qual fosse il mio martire
nel vostro dipartire,
voi ’l potete di qui, signor, stimare,
che mi fu tolto infin il lagrimare.
E l’umor, che, per gli occhi uscendo fore,
suol sfogarmi ’l dolore,
in quell’amara e cruda dipartita
mi negò la sua aita.
O mio misero stato,
d’altra donna non mai visto o provato,
poi che quello, ond’Amor è sí cortese,
nel maggior uopo a me sola contese!