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VI.


Sacerdoti di Cristo, guardatevi intorno.

Perché freme la terra? Perché tanto grido di popoli sommossi, e che nessuna forza può ridurre a pace e silenzio? Da quanti giorni, da quanti mesi ha data patente, irrecusabile quel fremito di nuovi bisogni, di nuove cose? Da oltre a sessanta anni, e rinforza. In quanti luoghi si rivela minaccioso? potete additarci un foco, un punto centrico da dove l’agitazione si stenda? Irrompe per ogni dove, senza centro determinato, per terre diverse, lontane tra popoli disgiunti di razza e di costumanze, in Italia, in Francia, tra gli Slavi, a Pesth e a Vienna, dall’estrema Sicilia a Pietroburgo: non è [p. 19 modifica]mese senza un moto, senza un tentativo d’insurrezione: non è giorno senza che una voce da un punto o dall’altro d’Europa non vi porti nuova d’un pericolo e d’una persecuzione. Quante volte fu represso quell’agitarsi? Dieci, venti, cinquanta volte: tutti gli eserciti, tutte le forze della vecchia Europa, tutte l’arti della diplomazia, si collegarono a spegnerlo, e parvero spegnerlo: poi dopo brev’ora, risorse e più potente di prima. Quanti fra gli agitatori perirono? Non si numerano: in ogni terra caddero a centinaia sul palco, sotto la scure, a migliaia sul campo, a migliaia, per fame e stenti in esiglio. Come morirono? quasi tutti col sorriso sul labbro, colla fierezza della disfida sulla fronte, colla calma serena d’una missione compita; come muoiono i martiri.

E voi chiamate questo moto di popoli una sommossa? Potete crederla opera di pochi faziosi? Io vi dico ch’è sommossa dell’umanità suscitata dal tocco del dito di Dio, annunzio di un’epoca, epoca di provvidenza; e che voi dovreste curvare riverenti il capo e chiedere al Padre degli uomini d’illuminarvi su’ suoi disegni, sui nuovi fati ch’ei matura ai suoi figli, sui caratteri della trasformazione ch’ei prepara alla razza umana.

E quale è il grido dei popoli levati a sommossa? Patria, Libertà, Nazione, Eguaglianza, Dio e Popolo, Progresso, Associazione fraterna, Alleanza; voci sante e profetiche d’un ordine nuovo, traduzione intera dell’Omnes Unum sint di Gesù. Alcuni, la Polonia, la Grecia, si levarono colla croce sulla bandiera; altri, l’Italia, nel nome del Papa ch’oggi ci manda anatèma. E il primo sorgere fu in tutti puro di vendetta, grande d’obblio, santo d’amore, d’entusiasmo, di fede: essi, le vittime, abolirono il palco pei loro nemici. Se qualche fatto isolato venne a contaminare la bella causa, venne tardo, spirato da riazioni crudeli e da resistenze insensate, pur condannato dal consenso dei più. Se qualche grido anarchico o d’utopia sovversiva sorge ora di mezzo alle popolazioni commosse, è grido d’uomini disperati, cento volte delusi e traditi, cento volte respinti in ogni giusta loro dimanda dalla [p. 20 modifica]inesorabile volontà d’una casta o d’un re: — e sfumerebbe per sempre, voi lo sapete, nel giorno della nostra vittoria.

E quale è, sacerdoti italiani, il voto della nostra, della vostra patria? «Noi vogliamo stringere i ventisei milioni che popolano la terra d’Italia in una sola famiglia, sotto un sol patto, all’ombra d’una sola bandiera. Noi vogliamo continuare la tradizione dei nostri padri e schiudere ai nostri figli una via sulla quale essi non abbiano ad incontrare l’esilio, il patibolo, o il bastone del soldato croato. Noi vogliamo che pel bene dell’umanità, il nostro intelletto sia libero, libera la nostra parola, potente l’opera nostra. Noi non vogliamo adorar la Menzogna, ma il Vero: invochiamo una autorità, ma fondata sull’interpretazione della legge, non sull’arbitrio dell’usurpazione: cerchiamo guide e capi, ma tra i migliori per intelletto e virtù, tra i più devoti al bene di tutti: chiediamo il pane dell’anima, l’educazione, per tutti, il pane del corpo, il lavoro, per tutti. In terra siccome nel cielo sia fatta la volontà del Signore.»

A inchiesta siffatta non avete risposta da quella che dà l’Enciclica infuori? Non sentite fremere nell’anima vostra coscienza di missione fuorché quella che il Papa compendia nella parola resistere?

Resistere alla Nazione, all’Umanità, ai voleri di Dio? Voi siete, allora, irrevocabilmente perduti. Eterna è la religione, eterna è la Chiesa dei credenti. Ma il rinnovamento della religione, la purificazione trasformatrice della Chiesa, che coll’aiuto vostro si compirebbero con solenne evolvimento pacifico, costeranno lotte tremende e lacrime e sangue di molti martiri all’umanità. Dio scenderà sulle turbe raccolte e su voi, non come rugiada sul vello, ma come turbine, e cinto di folgori come nel roveto del Sinai.