Per vagheggiarti, Ermilla, a mio diletto

Bernardo Morando

XVII secolo Indice:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu Sonetti Letteratura VI. L'amante e gli occhiali Intestazione 10 agosto 2022 100% Da definire

China il sen, nuda il braccio, accesa il volto Contra il tiranno Amor, cui sempre cura
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VI

L’AMANTE E GLI OCCHIALI

     Per vagheggiarti, Ermilla, a mio diletto,
di sferici cristalli i lumi armai;
ché se per te mancò giá spirto al petto,
or luce agli occhi, ecco, mi manca omai.
     Fui lince pria, ma poi che gli occhi alzai
de’ tuoi begli occhi al troppo chiaro oggetto,
quasi gufo dal Sol vinto restai:
nacque da la tua copia il mio difetto.
     Indi per tua fierezza io piansi tanto,
che questi umori incristalliti in giro
da le vene del cor trassi col pianto.
     Ma che pro, s’a me l’alma onde t’adoro
manca, non che la luce onde ti miro?
Se miro, abbaglio, e se non miro, i’ moro.