Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/911

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[p. 260 modifica] cose colla corruttela dei costumi; e la perdita della morale si trova nella storia sempre compagna della perdita dell’amor patrio, della indipendenza, delle nazioni, della libertà interna, e di tutte le antiche e moderne repubbliche; influendo sommamente e con perfetta scambievolezza la morale e le illusioni che la producono sull’amor patrio e l’amor patrio sulle illusioni e sulla morale. È cosa troppo nota qual fosse la depravazione interna de’ costumi in Francia da Luigi XIV, il cui secolo, come ho detto, fu la prima epoca vera della perfezione del dispotismo ed estinzione e nullità delle nazioni e della moltitudine, sino alla rivoluzione. La quale tutti notano che ha molto giovato alla perduta morale francese, quanto era possibile: 1°, in questo secolo cosí illuminato e munito contro le illusioni, e quindi contro le virtú; 2°, secondo in tanta, e tanto radicata e vecchia depravazione, a cui la Francia era assuefatta; 3°, in una nazione particolarmente ch’é centro dell’incivilimento, e quindi del vizio; 4°, col mezzo di una rivoluzione operata in gran parte dalla filosofia, che volere o non volere, in ultima analisi, è nemica mortale della virtú, perch’é amica, anzi quasi la stessa cosa colla ragione, ch’é nemica della natura, sola sorgente della virtú (30 marzo-4 aprile 1821). [p. 261 modifica]


*    Analogo al pensiere precedente è questo che segue.