Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3853

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[p. 235 modifica] sii che ancor si trova eziandio, massime ne’ composti (come desino is ii ed ivi). Da sii per evitar l’iato sĭyi, cioè sĭvi, come da [p. 236 modifica]audii audivi, da amai amavi, da docei docevi. Questo mi è piú probabile che il creder sii posteriore a sivi, come gli altri fanno, e come fanno eziandio circa i preteriti perfetti della quarta coniugazione. Il supino nasce, come altrove dico, dal perfetto. Quindi da sii o sĭvi, sĭtum (come da audii o audīvi, audītum ec., da ama-vi ama-tum ec.) in luogo del regolare sinĭtum. Questo mi è piú probabile che il creder sĭtum contrazione di sinitum, fatto o per soppressione assoluta della sillaba ni, contrazione, che sappia io, non latina, o per soppressione della n, onde siitum, come da sini sii, poi contratto in sĭtum, nel qual caso l’i di situm parrebbe avesse ad esser lungo (10 novembre 1823).


*    Alla p. 3702. La considerazione da me altrove fatta che i supini vengono dai perfetti, facilmente spiega il perché l’ētum, propria e regolare desinenza della seconda, sia stato per lo piú cambiato in ĭtum, soppresso poi sovente, e forse il piú delle volte, l’i. La cagione si è che l’evi de’ perfetti di essa coniugazione fu cangiato in ui, e il come si è benissimo dichiarato di sopra. Con ciò si dichiara facilissimamente e bene, il come l’ētum de’ supini (che in molti di essi ancor trovasi) sia passato in ĭtum ec., mutazione che senza ciò difficilmente si spiegherebbe, non solendo l’ĕ passare in ĭ ec. Docĭtum per docētum (meritum di mereo e simili che ancor si trovano e sono anche per lo piú gli unici supini superstiti de’ rispettivi verbi, o i piú usitati ec.), onde doctum è da docui per docēvi, come domĭtum per domātum è da domui per domavi, né