Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3117

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[p. 193 modifica] di una vittoria riportata sopra un nemico nobile e valoroso. Questo piacere fu veramente Omero che lo concepí, Omero che lo produsse; ei non era proprio de’ tempi, non nasceva dalla maniera di pensare e dalle disposizioni di quegli uomini, ma nacque dalla poesia d’Omero; Omero, per dir cosí, ne fu l’inventore. Questo gli diede campo di moltiplicare e intrecciar gl’interessi, di variar le passioni e gli effetti cagionati dal suo poema nell’animo de’ lettori.


    Come la stima, cosí la compassione verso il nimico, ancorché vinto e virtuoso, era impropria di quei tempi (vedi quello che altrove ho detto in proposito d’un’azione d’Enea appo Virgilio, dopo morto Pallante). Gli animi naturali non provano nella vittoria altro piacere che quello della vendetta. La compassione, anche generalmente parlando (cioè quella ancora che cade sulle persone non inimiche), nasce bensí, come di sopra ho detto,