Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2491

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[p. 271 modifica] non distinto dalla causa e non esistente fuor di lei, la [p. 272 modifica]quale opera ora cosí, e si chiama superbia, ora cosí, e si chiama ira, ed è sempre una passione sola primitiva, essenziale. Di modo che le passioni sono piuttosto azioni ch’effetti dell’amor proprio, cioè non sono figlie sue in maniera che ne ricevano un’esistenza propria e separata o separabile da lui.


     Or, per esempio, l’ira o l’impazienza del proprio male, non è ella modificabilissima e diversissima, non solo in diverse specie o individui, ma in un medesimo individuo, secondo le circostanze? Ponetelo nelle sventure ed assuefatecelo. Sia pure impazientissimo per natura; col tempo e coll’assuefazione diviene pazientissimo (testimonio io per ogni parte di questa proposizione). Fate che questo medesimo non abbia mai provato sventure o assuefatelo di nuovo alla prosperità o supponete in una di queste due circostanze un altro individuo, e sia egli di natura mansuetissima. Ogni menomo male lo pone in impazienza. Or qual effetto piú sostanziale dell’amor proprio, che l’impazienza del male di questo che si ama? E pur questa