Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1679

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[p. 305 modifica] anche oggi nel latino vae, gr. οὐαὶ, ch’egli scrive e pronunzia guai, mutato il v in gu, come in guado, guastare, da vadum, vastare ec. I nostri contadini in alcune parti d’Italia dicono golpe, (vedi Monti, Proposta ec. in Golpe, dove senza bisogno lo deriva dal francese), golo, sguelto, guerro per volpe, volo, svelto, verro (porco, non castrato, verres) ec. ec. E viceversa vardare, valchiera per guardare, gualchiera ec. Noi diciamo vizzo e guizzo (Crusca). I nostri antichi diceano vivore per vigore (Crusca). Il déguiser francese è corruzione di déviser (vedi la Crusca in divisato: svisare è pur lo stesso, in rigore d’etimologia). Non parlo della pronunzia del w inglese ec. ec. ec. (12 settembre 1821).


*   L’italiano, il francese, lo spagnuolo, i quali parlano, massime l’italiano, poco differentemente da quello che parlavano i latini, non perciò scrivono come i latini scrivevano. Vale a dire che delle due lingue romane distinte da Cicerone, la rustica è sopravvissuta alla cólta, l’una vive alterata, l’altra è morta del tutto. Tanta è la tenacità del popolo, tanta la [p. 306 modifica]difficoltà di conservare e