Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1436

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[p. 159 modifica] scrittori o parlatori impuri, riconosciuti per tali e disgustosi, non si gusta la purità della lingua, anzi neppur si nomina né si prescrive né si cerca, benché senza cercarla si ottenga. Ho già detto altrove che i toscani sono meno suscettibili di noi alla purità della lingua toscana, e infatti se ne intendono assai meno di noi, oggi che vi sono regole e che la purità dipende da esse e fin da quando esse nacquero; perch’essi non le sanno, non le curano, e fin d’allora, generalmente parlando, non le curarono (Varchi, e Speroni. Vedi Monti, Proposta ec. alla voce Becco, nel Dialogo del Capro). Tutto ciò accade presso a poco anche in ordine alla purità dello stile ec. ec (2. Agosto 1821).


*    Mirabile disposizione della natura! Il giovane non crede alle storie, benché sappia che son vere, cioè non crede che debbano avverarsi ne’ particolari della sua vita, degli uomini ch’egli conosce e tratta. o conoscerà e tratterà, e spera di trovare il mondo assai diverso, almeno in quanto a se stesso e per modo di eccezione. E crede pienamente a’ poemi e romanzi, benché sappia che sono falsi, cioè se ne lascia persuadere che il mondo sia fatto e vada in quel