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14 pensieri (2820-2821)

stintodal continuativo e formato col raddoppiamento della it, cioè ititare, il che fu schivato da’ latini in tutti gli altri verbi dove sarebbe potuto accadere, come ho detto altrove, onde questi verbi non ebbero se non un solo o continuativo o frequentativo o l’uno e l’altro insieme, desinente nel semplice ito. Vero è che il verbo ititare non ha nel Forcellini che un solo esempio, e secondo me poco sicuro (26 giugno 1823).


*    Alcuni continuativi o frequentativi composti sono fatti dal continuativo semplice, a dirittura, senza che il verbo padre del continuativo abbia i composti corrispondenti. Di ciò mi pare d’aver detto altrove. Veggasi la p. 3619. Per esempio, recito e suscito sono continuativi composti di cito, il qual è continuativo di cieo che non ha né recieosuscieo né i participii recitussuscitus. Dico di cieo,  (2821) non di cio, che ha pur lo stesso significato, ma il suo participio è cĩtus, e di cieo citus, onde citare, e quindi excitare, incitare, concitare ec. che hanno la sillaba ci breve, vengono tutti da cieo. Da cio o vogliamo dire da excio, verrebbe il verbo excĩto appresso Stazio, se fosse genuino, e sincero. Vedi Forcellini (26 giugno 1823).


*    Nexo nexas è continuativo regolare, come si vede, di necto-nexus. Nexo nexis (vedi Forcellini) sarebbe anomalo, sull’andare di viso visis da video-visus, e potrebbe forse confermare quello che mi par di aver detto altrove circa plecto is, o altro simile, da me stimato continuativo, benché, come tale, anomalo (26 giugno 1823). Vedi p. 2885, ed osserva anche la p. 2934-5.


*    Verbi in tare i quali sono continuativi, benché paiano tutt’altro, e non apparisca a prima vista questa loro qualità. Confutare, refutare ec. sono continuativi o composti da futare o derivati da confundere ec. E futare viene dal participio di fundere, il