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LIBRO PRIMO 31

e genero di Olibrio già imperatore d’occidente1, da Celere prefetto degli ordini in palazzo, o con voce romana maestro; da Patrizio frigio e da Ipazio2 prole del fratello dell’imperatore, e dapprima entrambi duci del bizantino presidio. Eranvi parimente con essi Giustino salito in trono dopo Anastasio, Patriziolo col figlio suo Vitaliano3, il quale non guari dopo, armatosi contro l’imperatore, si fe tiranno, e Faresmana colco, prode nell’arte militare, e Gogidasclo e Messa, ammenduni goti, di nobile prosapia senza disparità, non seguaci di Teodorico al suo venire dalla Tracia in Ita-

  1. Anni dell’era volgare 472. Rimasa l’Italia senza imperatore per la morte d’Antemio, ucciso miseramente dal suocero Recimero, Leone vi mandò Olibrio, il quale non regnò che 3 mesi e 23 giorni. Di esso torna a parlare il Nostro nel lib. I, cap. 5 e 7 delle Guerre vandaliche.
  2. Vedremo la sua trista fine al cap. 24 di questo libro.
  3. Fu costui scita di nazione, servì nella milizia e quindi comparve tra’ capitani dell’esercito d’Anastasio. Ribellossi di poi nell’anno 498 dell’era volgare dall’imperatore, guerreggiandolo per terra e per mare, ed obbligandolo a comperare la pace con danaro. Pervenuto quindi all’imperio Giustino il chiamò presso di sè, fecelo maestro della milizia e poscia console, accordandogli lo ingerirsi cotanto nelle pubbliche faccende, che papa Ormisda non dubitò di scrivergli sopra gravissimi ecclesiastici affari. Quando però ebbe la chiamata di Giustino chiese, non fidandosi venirgli innanzi per la guerra fatta ad Anastasio, un salvocondotto, e Giustiniano assicurollo non solo a nome dell’imperatore, ma gli giurò fede fraterna sulla mensa sacra, cioè prendendo insieme l’Eucaristia com’era l’uso de’ cristiani in simili circostanze; da ciò provenne che Giustiniano gli fu largo tal volta del nome di fratello.