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smagare. 455

corrispondono appunto agli italiani. Il Diez giustifica il doppio c it. in luogo del semplice c o g coll’esempio di ricco da rihhi e di taccola da tâha. Secondo il Kluge l’aat. smâhi è un astratto formatosi dall’agg. smâhi piccolo, vile, spregevole, a cui sono affini smár piccolo, e ags. smeá, sméalic fino, diligente; quest’ultimo con isviluppo di significato diverso dai precedenti, ed analogo a quello che scorgesi in tm. klein piccolo, che vale anche “fino, elegante”. Lo sv. ci presenta sma piccolo, minuto, smatt d’ug. sig., dan. smaa piccolo. Il tema ger. è smâha smähja. Dall’agg. aat. si formarono molti derivati in quel campo; e tra gli altri vb. smähan visto sotto smaccare. Nel campo indeu. sono confrontati a ger. smâhi l. macer macies macor maciare macere tutti coll’idea di “magrezza, sottigliezza” da tema mac-ro; gr. σμικρός μικρός σμικκός pizzico piccolo, insignificante, da σμεκρός [ger. smâhi = gr. σμήκιος]. La forma fondamentale sarebbe stata smak-ra. Grim, Gramm. 3, 658; Benfey 1, 469; Pott. 2, 390; Schmidt Voc. 1, 108; Fick2 916, 415. Lo Schade paragona poi anche lit. mâzás piccolo, lett. mass piccolo, minuto, apruss. massois poco, a sl. mezinu piccolo giovane, slov. mezinec mignolo; Miklosich 391. Sul singolare svolgimento di signif. assunto dal vb. it. e der. nel bl. v. sotto smaccare. Il nome benchè apparso tardi nello scritto, penetrò certo fra noi anticamente, forse col Longobardi.

Smagare, dismagare, smarrirsi perdersi d’animo deviare allontanarsi costernarsi; errare sbagliare, smarrire o fare smarrire (Dante, Villani). Non ebbe riflessi nel bl. Nelle lingue sorelle rispondono: asp. esmajar perdersi d’animo, prov. esmajar a fr. esmajer esmoyer perdere le forze, berrig. émeger tôrre le forze, sp. part. desmajar cadere in deliquio, ing. dismay d’ug. sig. La base è ger. magan potere, donde got. magan d’ug. sig., aat. magên essere forte. Da magên formossi il composto unmagen: perdere forze indebolirsi a cui logicamente rispondono i vb.