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454 slitta — smacco.


Slitta, specie di traino per correre sul ghiaccio (Sacchetti, Baldinucci). È senza corrispondenza nel campo neol. Evidentemente ha per base aat. slita traino, treggia, accanto a cui troviamo aat. slito donde mat. slite, slitte, tm. Schlitten d’ug. sig.; Graff 6, 792. Altre forme ger. sono: bt. slede, slee, slên, slegen, Brem. Wört. 4, 818 ol. slidder sledde, Kiliaen 593; a. ing. slede, ing. sled sledge, Stratman2 446; anrd. slëdhi, Möbius 392, Vigfusson 567; sv. dan. släde. La denominazione ger., dice il Kluge, riposa sulla rad. slid sdrucciolare, esaminata sotto slitigá. Il nome ci venne senza dubbio mediante i Longobardi.

Smaccare, svergognare altrui col palesarne i difetti, avvilire (Caro, Galileo) Proprio solo dell’it. Il Diez fa di questo vb. un deriv. diretto dal nome smacco. Io credo al contrario che risalga immediatamente a vb. aat. smâhan smâhen, far piccolo scemare diminuire; disprezzare ingiuriare disonorare; donde mat. smâehen d’ug. sig., tm. smähen. La ragione si è che nel bl. trovo smacare smaccare (Stat. Cadubrii cap. 12; Stat. Riperiae) nel senso di “indebolire mutilare piagare”, e smaccatura in quello di “mutilazione vulnerazione”. Queste forme bl., riproduzioni evidenti dell’it. parlato (lo scritto, come si è veduto, è posteriore) offrono adunque un senso eguale o quasi eguale al senso di “impiccolire scemare” che è il fondamentale del vb. aat., e che non riscontrasi punto nel nome smacco il quale offre solo quello di “ingiuria scorno”. Nel campo ger. accanto a vb. smähën è rimasto smachten essere debole languire. Deriv.: smaccamento.

Smacco, ingiuria, torto, vergogna, disprezzo (Caro, Davanzati). Non offre rispondenze fuori dell’it. Ha per base aat. smâhî piccolezza, frivolezza, bassezza, abbiettezza; disprezzo, onta, oltraggio, donde mat. smaehe smâch con prevalenza degli ultimi signif. dell’aat., e tm. Schmach insulto, onta, ignominia. Notevole che il tm. lasciata la zavorra dei signif. primi dell’aat., conservò solo quelli che