Odi navali/A una torpediniera nell'Adriatico

A una torpediniera nell'Adriatico

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A una torpediniera nell'Adriatico
Pel battesimo di due paranze Per la festa navale nelle acque di Genova


Naviglio d’acciaio, diritto veloce guizzante
bello come un’arme nuda,
vivo palpitante
come se il metallo un cuore terribile chiuda;

5tu che solo al freddo coraggio dell’uomo t’affili
come l’arme su la cote,
e non soffri i vili
su la piastra ardente del ponte che il fremito scote;

messaggero primo di morte sul mar guerreggiato,
10franco vèlite del mare,
tu passi, - e il tuo fato
io seguo nel flutto guardando la scìa luccicare.

Crollan dal ciel sommo valanghe di nubi difformi
fra colonne alte di raggi;
15trapassano a stormi
a stormi gli uccelli radendo con gridi selvaggi;

sotto la bufera cinereo là verso Ancona
l’Adriatico s’oscura:
se di lungi tuona,
20il rombo rimbomba giù giù per la cupa calura.

Fa schermo la nube. Ma l’occhio dell’anima scorge
oltremare in lontananza
la città che sorge
alta sul suo golfo splendendo a la nostra speranza,

25da tutte le torri splendendo nell’unica fede:
"Sempre a te! Sempre la stessa!"
poi che ancora crede,
la triste sorella domata, a la nostra promessa.

E un’ombra s’allunga, s’aggrava su l’acque (io la scorgo
30con un brivido interrotto
crescere, nel gorgo
livido una macchia far come di sangue corrotto);

s’allunga da Lissa remota a la riva materna.
Ecco, appar Faa di bruno.
35"Sarà dunque eterna
la vergogna?" E ascolta. "Nessuno risponde, nessuno?"

Tu, tu, o naviglio d’acciaio, veloce guizzante
bello come un’arma nuda,
vivo palpitante
40come se il metallo un cuore terribile chiuda;

tu che solo al freddo coraggio dell’uomo t’affili
come l’arme su la cote,
e non soffri i vili
su la piastra ardente del ponte che il fremito scote;

45messaggero primo di morte sul mar guerreggiato,
franco vèlite del mare,
oh rispondi! Il fato
è certo; e a quel Giorno s’accendono i fochi su l’are.