Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto XX

Canzone IV Sonetto XXI

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SONETTO XX.


S
E l’onorata fronde che prescrive

     L’ira del ciel, quando ’l gran Giove tona,
     Non m’avesse disdetta la corona
     4Che suole ornar chi poetando scrive;
I’era amico a queste vostre Dive,
     Le qua’ vilmente il secolo abbandona:
     Ma quella ingiuria già lunge mi sprona
     8Dall’inventrice delle prime olive:
Che non bolle la polver d’Etiopia
     Sotto ’l più ardente Sol, com’io sfavillo,
     11Perdendo tanto amata cosa propia.
Cercate dunque fonte più tranquillo;
     Che ’l mio d’ogni licor sostene inopia,
     14Salvo di quel che lagrimando stillo.