Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto XIX

Sonetto XVIII Canzone III

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SONETTO XIX.


MIlle fiate, o dolce mia guerrera,
     Per aver co’ begli occhi vostri pace
     V’aggio profferto il cor; m’a voi non piace
     4Mirar sì basso colla mente altera:
E se di lui fors’altra donna spera,
     Vive in speranza debile, e fallace:
     Mio, perchè sdegno ciò ch’a voi dispiace;
     8Esser non può giammai così com’era.
Or s’io lo scaccio, ed e’ non trova in voi
     Nell’esilio infelice alcun soccorso,
     11Nè sa star sol, nè gire ov’altr'l chiama;
Poria smarrire il suo natural corso:
     Che grave colpa fia d’ambeduo noi,
     14E tanto più di voi, quanto più v’ama.