Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto LIX

Sonetto LVIII Canzone XXI

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SONETTO LIX.


SAl principio risponde il fine, e ’l mezzo
     Del quartodecim'anno ch’io sospiro,
     Più non mi può scampar l’aura, nè ’l rezzo;
     4Sì crescer sento ’l mio ardente desiro.
Amor, con cui pensier mai non han mezzo,
     Sotto ’l cui giogo giammai non respiro;
     Tal mi governa, ch’i’ non son già mezzo,
     8Per gli occhi, ch’al mio mal sì spesso giro.
Così mancando vo di giorno in giorno,
     Sì chiusamente, ch’i’ sol me n’accorgo,
     11E quella che guardando il cor mi strugge.
Appena infin a qui l’anima scorgo;
     Nè so quanto fia meco il suo soggiorno:
     14Che la morte s’appressa, e ’l viver fugge.