Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CIX

Sonetto CVIII Sonetto CX

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SONETTO CIX.


A
Mor, che nel penser mio vive, e regna,

     E ’l suo seggio maggior nel mio cor tene;
     Talor' armato nella fronte vene:
     4Ivi si loca, ed ivi pon sua insegna.
Quella ch’amare, e sofferir ne ’nsegna,
     E vol che ’l gran desio, l’accesa spene
     Ragion, vergogna, e reverenza affrene;
     8Di nostro ardir fra sè stessa si sdegna:
Onde Amor paventoso fugge al core
     Lasciando ogni sua impresa, e piange, e trema:
     11Ivi s’asconde, e non appar più fore.
Che poss’io far, temendo il mio signore,
     Se non star seco infin a l’ora estrema?
     14Che bel fin fa chi ben'amando more.