Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCLIV

Sonetto CCLIII Sonetto CCLV

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SONETTO CCLIV.


SOleano i miei penser’ soavemente
     Di lor obgetto ragionare inseme:
     - Pietà s’appressa, e del tardar si pente;
     4Forse or parla di noi, o spera, o teme. -
Poi che l’ultimo giorno et l’ore extreme
     Spogliâr di lei questa vita presente,
     Nostro stato dal ciel vede, ode et sente:
     8Altra di lei non è rimaso speme.
O miracol gentile, o felice alma,
     O beltà senza exempio altera et rara,
     11Che tosto è ritornata ond’ella uscìo!
Ivi à del suo ben far corona et palma
     Quella ch’al mondo sì famosa et chiara
     14Fe’ la sua gran vertute, e ’l furor mio.