Le odi e i frammenti (Pindaro)/Frammenti/Inni

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Pindaro - Le odi e i frammenti (518 a.C. / 438 a.C.)
Traduzione di Ettore Romagnoli (1927)
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INNI

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Odi di Pindaro (Romagnoli) II-0218.png


Inno era, in senso generico, un canto in onore di qualche divinità. Da principio, in esametri: poi i poeti lirici gli diedero varietà metrica. Era semplicemente cantato, e non accompagnalo dalla danza. I frammenti d’inni pindarici non hanno molto carattere.

I

L’inno a cui appartennero i due frammenti che seguono, era famoso nell’antichità per una leggenda fiorita intorno ad esso, e conservata da Plutarco (Sulla gloria degli Ateniesi, 4). Pindaro, da giovane, fidando nella propria eloquenza, ossia nel virtuosismo verbale, non soleva introdurre miti nelle sue composizioni. Corinna glie ne mosse rimprovero; e il neofita compose quest’inno, nella cui introduzione propone a sé stesso una gran moltitudine di miti. Onde Corinna lo ammoní che conveniva seminare con la mano, e non già col sacco.


PER I TEBANI


L'Ismèno, o Melía fuso d’oro,
o Cadmo, o la sacra
progenie degli uomini

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cresciuti dal suolo,
o Tebe dal velo di ciano,
o la forza, che tutto ardisce, d’Ercole,
o Dïòniso, gloria che infonde ebbrezza,
o d’Armonia braccia candide
canteremo le nozze?

· · · · · · · · · · ·
Prima Tèmi celeste dal buon consiglio

sopra cavalle d’oro,
presso le fonti d’Ocèano,
le Moire all’Olimpo guidarono
verso la sacra scalèa,
lunghessa la fulgida via,
ch’ella fosse primeva sposa
di Giove che dà la salute.
Essa generò l’Ore
dall’auree bende, infallibili,
altrici dei floridi pomi.


IV

Secondo Pausania, l’inno a cui apparteneva questo frammento, era rivolto a Persefone: secondo la Vita ambrosiana, a Demetta.


Stobeo, Flor., CIX, I.


Quando un travaglio ti cruccia,
non metterlo in mostra.
Questo io ti dico. Gli eventi
belli e graditi, conviene

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che il popolo tutto li veda:
ma, quando piomba sugli uomini
qualche sciagura dal cielo,
nel buio conviene nasconderla.



Odi di Pindaro (Romagnoli) II-0220.png