Le favole di Esofago da Cetego/VI

Favola VI.
IL VENTO, ED UNA DONNA.

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V VII


Il Vento è un animale peloso, che rinchiuso nei Cameroni di Eolo si pasce di pietra d’Agata, e si ciba di feste mobili, e quando esce alla luce fa gonfiar la Trebellianica ai Protestanti. Questo trovandosi con una Donna Anglicana fece una scommessa di cento monete rugginose a chi avrebbe fatto maggiori stravaganze in un giorno. Il Vento fece fiorire, seccare, e rinverdire un prato, fece gelare, e disgelare un fiume, soffiò sette volte caldo, freddo, secco ed umido, accese il fuoco a tutte le bettole d’Anversa, fece morire un cane d’inedia, trapiantò le colonne d’Ercole nel preterito d’Andromaca, e fece pagar il laudemio al Cardinal Guadagnini, e queste cose tutte furono fatte in meno di ore tredici all’orologio degli Svizzeri. La Donna in un minuto alla francese rise, pianse, si sdegnò, parlò, tacque, pelò un gatto, disarmò tre Bavari, tirò sei borse, si vestì, e disvestì, giurò il falso, e rinegò la fede. A questa veduta il Vento proruppe in sì alte risa, che se gli sarebbero cavati tutti i denti, poscia esclamò: Donna, tu hai ragione; perchè sebbene io fo mirabilissime stravaganze, le faccio però l’una dopo l’altra; ma tu fai mille mutazioni in uno stesso tempo. Onde plenis votis fu deciso essere tra gli animali anfibj il più feroce la Donna. Le spese compensate.


Moralità.
Timeo Danaos, et Dona ferentes.