Le Ricordanze (Rapisardi 1894)/Parte prima/A Ghita

Parte prima - A Ghita

../A fanciulla inferma ../A un segatore di marmi IncludiIntestazione 21 giugno 2023 75% Da definire

Parte prima - A fanciulla inferma Parte prima - A un segatore di marmi
[p. 341 modifica]

A GHITA


Fior d’albicocco, mandorla non colta,
     Grappolo d’uva che s’indora al sole,
     Spiga di grano tra le foglie accolta,
     Mazzo di gelsomini e di viole,
     Gelso che mette il fior la prima volta,
     Cestolin di ciregie e d’azzaruole,
     Mela appiòla, dattero sul ramo,
     Ghita gentil, cor del mio core, io t’amo!

Sul muricciòl de l’orto abbandonato
     Sente il rovo l’aprile e mette il fiore;
     Così dal gelo del dolor serrato
     L’aura dell’amor tuo sente il mio core;
     Rondinella, che torna al nido amato,
     Allegramente pispiglia d’amore;
     Quand’io specchio nei tuoi quest’occhi in pianto,
     Men flebile di pria suona il mio canto.

[p. 342 modifica]


Canto, ma un cieco male, una secreta
     Mestizia il fior della mia vita adugge;
     Come vana di sogno immagin lieta,
     Ogni più cara illusíon mi fugge;
     La giovinezza mia pallida, inqueta
     Pel deserto del mondo erra e si strugge;
     Arido è il labbro mio, trepida è l’alma,
     Dolce mia Ghita, garzuolin di palma.

Pur, finchè te vedrò, dolce e sereno
     Del mio nebbioso giorno unico raggio,
     Il desiderio del mio cor fia pieno,
     Sarà sparso d’un fiore il mio viaggio.
     Ha le perle e i coralli il mar nel seno,
     Le notti han gli astri, ha le rugiade il maggio:
     Senza il tuo sguardo e il tuo sorriso, o pia,
     Non avría stella o fior la vita mia.

E quando lungi dal tuo niveo fronte
     Lungi mi sbalzeran mie sorti avare,
     Uccellin diverrò che passa il monte,
     Pesce diventerò che varca il mare;
     T’aspetterò presso al romito fonte,
     Poserò di tua porta al limitare;
     Muoja con gli astri, o col Sol nasca il giorno,
     Gentil mia Ghita, io ti verrò dintorno.

[p. 343 modifica]


Ma se stanca una volta e infastidita
     Del vegliante amor mio, ch’arde e non spera,
     Negli occhi io ti vedrò, dolce mia Ghita,
     Pria che trarre in dolor la vita intera,
     Farfalla io diverrò lieve e romita,
     Che cerca i fiori al dì, la morte a sera,
     Farfalletta gentil, c’ha per costume
     Di morire girando attorno al lume.