Le Laude (1915)/C. De la incarnazione del verbo divino

C. De la incarnazione del verbo divino

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C. De la incarnazione del verbo divino
XCIX. Condizione del perpetuo amore CI. Como il vero amore non è ozioso

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De la incarnazione del verbo divino

     Fiorito è Cristo nella carne pura,
or se ralegri l’umana natura.
     Natura umana, quanto eri scurata,
ch’ai secco fieno tu.eri arsimigliata!
Ma lo tuo sposo t’ha renovellata,
or non sie ingrata — de tale amadore.
     Tal amador è fior de puritade,
nato nel campo de verginitade,
egli è lo giglio de l’umanitade,
de suavitate — e de perfetto odore.
     Odor divino da ciel n’ha recato,
da quel giardino lá ove era piantato,
esso Dio dal Padre beato
ce fo mandato — conserto de fiore.
     Fior de Nazzareth si fece chiamare,
de la Giesse Virgo vuols pullulare,
nel tempo del fior se volse mostrare,
per confermare — lo suo grande amore.
     Amore immenso e caritá infinita
m’ha demostrato Cristo, la mia vita;
prese umanitate in deitá unita,
gioia compita — n’aggio e grande onore.
     Onor con umilitá volse recepere,
con solennitá la turba fe’ venire,
la via e la cittade refiorire
tutta, e reverire — lui como Signore.

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     Signor venerato con gran reverenza,
poi condannato de grave sentenza,
popolo mutato senza providenza,
per molta amenza — cadesti in errore.
     Error prendesti contra veritade
quando lo facesti viola de viltade,
la rosa rossa de penalitate
per caritade — remutò el colore.
     Color natural ch’avea de bellezza
molta in viltade prese lividezza,
con suavitade portò amarezza,
tornò in bassezza — lo suo gran valore.
     Valor potente fo umiliato,
quel fiore aulente tra piè conculcato,
de spine pungente tutto circundato,
e fo velato — lo grande splendore.
     Splendor che illustra onne tenebroso,
fo oscurato per dolor penoso,
e lo suo lume tutto fo renchioso
en un sepolcro — nell’orto del fiore.
     Lo fior reposto giacque e sí dormío,
renacque tosto e resurressío,
beato corpo e puro refiorío
ed apparío — con grande fulgore.
     Fulgore ameno apparío nell’orto
a Magdalena che ’l piangea morto,
e del gran pianto donògli conforto,
sí che fo absorto — l’amoroso core.
     Lo core confortò agli suoi fratelli,
e resuscitò molti fior novelli,
e demorò nello giardin con elli,
con quelli agnelli — cantando d’amore.
     Con amor reformasti Tomaso non credente,
quando li mostrasti li tuoi fiori aulente,
quali reservasti, o rosa rubente,
sí che incontinente — gridò con fervore.

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     Fervore amoroso ebbe inebriato,
lo cor gioioso fo esilarato;
quando glorioso t’ebbe contemplato,
allora t’ebbe vocato — Dio e signore.
     Signor de gloria sopra al ciel salisti,
con voce sonora degli angeli ascendesti,
con segni di vittoria al Padre redisti,
e resedisti — in sedia ad onore.
     Onor ne donasti a servi veraci,
la via demostrasti a li tuoi sequaci,
lo spirito mandasti acciò che infiammati
fussero i sequaci — con perfetto ardore.