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CCIV. — A tanto dice lo conto, che quando messer Estore intese queste parole, fue molto allegro e disse: «Certo, monsignor, io credo ch’egli è alcuno buono cavaliere de’ vostri, che va per lo diserto facendo sue cavallerie molto celatamente, e imperciò non vuole ora dire suo convenentre. Ma per mia fé io credo che noi si potremo sapere suo nome e suo essere e tutto suo convenentre, quando noi saremo col buono forestiere». E lo re, intendendo queste parole, fue molto allegro e disse: «Messer Estore, io voglio che voi sappiate ch’io lo domandai s’egli era deli cavalieri dela Tavola, ed egli disse che non, né unqua non iera istato a Camelotto, se non una [p. 261 modifica] fiata, né allora non vi dimoroe neente. E imperciò io credo ch’egli sia alcuno pro cavaliere, lo quale è messo in aventura per diliverare mee». Molto parloe lo re di questa aventura, ed appresso si gli divisoe tutte le parole e l’aventure, e com’egl’ierano istati in uno palagio e una damiscella l’avea tenuto, e in che maniera egli fue diliverato. E quando messer Estore intese queste parole, fue molto allegro e disse: «Certo, re Artú, noi dovemo molto innorare lo cavaliere, lo quale v’hae fatto tanto di bene; e imperciò noi si domanderemo di suo convenentre e sapremo suo essere e suo nome, imperciò che non può essere ch’egli non abia fatte cavallerie per questo diserto». Molto parlavano ambodue dela prodezza delo cavaliere. Ma tanto cavalcarono in cotale maniera, che fuorono giunti ala magione delo forestiero. E lo forestiero, quand’e’ gli vide, incontanente andoe a loro e fece loro molto grande onore, ma non perch’egli conoscesse lo re Arturi, ma egli conoscea bene messer Estore. E ismontarono da cavallo, e lo re disse: «Forestiero, io vorrei sapere se in vostra magione è alcuno cavaliere». E lo forestiero disse: «Per mia fé, cavaliere, qui ha tre cavalieri, li quali sono compagnoni dela Tavola ritonda: l’uno sí è lo re siniscalco, e gli altri due sí è Garies e Gariet». E quando lo re intese queste parole, fue molto allegro. E incontanente montarono soso nela magione e lo re sí si disarmoe di tutte l’arme. E quando fue disarmato, e lo forestiero lo vide per lo viso: fue molto allegro, e incontanente sí andoe a lui e fecegli molto grande festa. E lo forestiero sí andoe in una camera, lá dov’ierano tutti e tre li compagnoni, e incontanente disse loro: «Io vi so dire buone novelle, che lo re Artú è diliverato ed è nela sala dela magione con messer Estore».