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Itinerario per escursioni ed ascensioni alle più alte cime delle Alpi Apuane/Ascensione al Monte Altissimo da Arni

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Ascensione al Monte Altissimo (1590m) da Arni

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Ascensione al Monte Altissimo (1590m) da Arni


indicazioni utili

Alberghi e guide

Ad Arni. — Vedi a pag. 29.

A Levigliani. — Vitto e alloggio presso il Tabaccaio, che s’incarica di trovare buone guide; prezzo di una guida da lire 2,50 a lire 3 per giorno, oltre il vitto.

Distanze

(A piedi).

Da Arni all’Altissimo ore 3
Dalla cima dell’Altissimo al passo del Cipollajo per Falcovaia » 1
Dal passo del Cipollajo a Levigliani » 3
      »                    »            a Serravezza » 4 o 5
Da Arni alle Cave di Falcovaia » 2 circa

Itinerario

(Da Arni). — L’ascensione non è di molta fatica. — Da Arni si scende giù al torrente e poi si sale per castagneti e faggete ad una foce per un [p. 39 modifica] sentiero di montagna, l’unica strada che metta in comunicazione la Val d’Arni colle cave di Falcovaja sotto il picco dell’Altissimo. Giunti alla Foce si ha una bellissima veduta di montagne. — Il Sella ci sta di faccia ed è cosa facile il raffigurarlo per la sua forma a sella rovesciata, che forse gli valse il nome; a sinistra s’innalza a cono ardito, scosceso, brullo, il picco che dicono l’Alto di Sella più indietro sempre da quella parte torreggia la bruna Tambura, e lontano, fra mezzo, s’alza il gigante Pizzo d’Uccello; a destra del Sella vedi l’elegante Cima delle piastre Bianche poi la Penna Forata, da cui si sale per praterie al Monte Fiocca, si discende poi giù alla punta detta la Piana, per risalire alla cima pianeggiante del Sumbra, dalla forma singolarissima. La veduta di altri monti che degradano sino alla pianura del Serchio ci è impedita dai fianchi del Monte Freddone. — Alla vetta dell’Altissimo si può salire più comodamente dalle cave di Falcovaia, e allora dalla Foce si viene pari pari per un viottolo un po’ scabroso alle cave, e di costì per il fianco di levante si sale su alla cima; lo spettacolo è stupendo.

L’alpinista venendo al versante delle cave, si trova sospeso su precipizi, e mira da quelle creste scoscese disseminati per i fianchi marmorei dell’immane montagna molti uomini, che paiono pigmei, lavorare alle mine che lacerano le viscere del monte, ed estrarne quei blocchi enormi destinati a prendere forme umane sotto lo scalpello dell’artista. Da quel picco, ode come eco lontana la canzone del cavatore, o il suono rauco del corno e le grida ripetute che avvertono del vicino scoppio della mina, e vede dappoi un nembo di fumo [p. 40 modifica] e ode un rombo ripercosso in cento lati, e un grido confuso di voci, e un rumore inusato di massi grossi e piccoli che rotolano giù pei ravaneti, e gli fanno temere in un tratto che una fiumana di sassi scaturisca dal monte o questo si risolva in detriti.

L’Altissimo (1590) è un’immensa massa marmorea che si stende a guisa di ventaglio; ricco di cave di marmi assai pregiati. Michelangiolo fu il primo a lavorarli, e quasi tutti i più celebri scultori italiani e stranieri dal Bonarroti e Duprè, le hanno visitate.

La vista sul mare ha qualche cosa di veramente bello; specialmente al levarsi del sole e al tramonto. Da Arni all’Altissimo tre ore; dalla cima al passo del Cipollajo un’ora: di qui a Levigliani tre ore, a Serravezza cinque ore.

Chi volesse godere del tramonto del sole dalla vetta dell’Altissimo scelga una serata che abbia la luna per potersene venire ad albergare a Levigliani, il paese più prossimo, ove potrà avere un letto presso il Tabaccaio. La via è comoda e sicura.

Dal passo del Cipollajo pigli la mulattiera che sale un po’ lungo il crinale di questo monte e segua sempre dapprima sul versante della Val d’Arni, e dopo su quel della Versilia, giungendo ad una capanna murata in luogo detto Agrifoglio; costì lasci la mulattiera e si metta per un viottolo a sinistra, attraversi praterie a pendìo e poi un torrentello, entri in una selva di castagni, e dopo giù per il sentiero che scende per mezzo a campi ben coltivati a Levigliani.