Il ripostiglio di S. Zeno in Verona città

Amilcare Ancona

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Il ripostiglio di S. Zeno in Verona città Intestazione 18 settembre 2014 75% Numismatica

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IL RIPOSTIGLIO DI S. ZENO


IN VERONA CITTÀ



Un’importante scoperta numismatica è stata fatta in Verona nel principio dello scorso anno nel vicolo Chiodo quasi allo sbocco delle rogaste di S. Zeno ove trovasi l’antico palazzo dei Conti Chiodo ora proprietà dei signori Peranzoni.

Nella seconda settimana del febbraio 1887 mentre alcuni muratori eseguivano certi lavori nel cortile di detto palazzo per fare un forno ad una caldaja, il piccone s’imbattè alla profondità di circa un metro in un corpo solido che si ruppe facendo contemporaneamente sentire nella fossa il rumore come di monete che si spandono. Era un’anfora ansata romana in terra cotta dello spessore variante dai millimetri 60 ai 100 tutta ripiena di denari d’argento in gran parte a fior di conio dei vari imperatori che si seguirono da Nerone a Lucio Vero. Come ebbesi a riscontrare in tanti altri ripostigli consimili che vennero alla luce in questi ultimi anni si verificò anche in questo che i danari dei primi imperatori sono i più consunti e ciò si comprende facilmente per la ragione che furono in corso un maggior tratto tempo. E difatti quelli di Nerone e giù gradatamente fino Adriano sono tutti di conservazione terza e seconda. Quelli di Elio Cesare e Sabina di conservazione prima, mentre con Antonino Pio comincia invece il fior di conio e troviamo finalmente i denari ruspi fra quelli di Marco Aurelio e Lucio Vero che probabilmente saranno stati appena coniati all’epoca del sotterramento di questo piccolo tesoro. Frammezzo a questi denari d’argento se ne trovarono anche due d’oro di perfetta conservazione e l’arte [p. 230 modifica]che sembrano bellissimi cammei, uno è di Faustina seniore col rovescio aeternitas (Cohen 5), l’altro di Antonino Pio colla testa di Marco Aurelio giovane nel rovescio (Cohen 16); si trovarono inoltre due medi bronzi di Adriano e Faustina seniore assai danneggiati dall’ossido ed una lucerna di terra cotta di forma comune e senza fregi.

Tale scoperta fu anche accennata ma incompletamente nei giornali locali. L’Adige N. 46 del 14 febbraio 1887 “Il tesoro di S. Zeno” parla di 60 monete di Vespasiano e Faustina e l’Arena N. 45 del 14-15 febbraio “Scoperta Archeologica” dice che le monete trovate furono 50, 100 e forse più ancora.

Il caso volle che potessimo tener dietro alle vicende di questo ripostiglio e siamo perciò in grado di poter affermare che la sua importanza è ben maggiore di quanto dapprima si credeva, mentre il numero accertato delle monete è superiore alle 2800. Pare che una parte di questi denari sia passata in altre mani nello stesso mese del ritrovamento mentre in quell’epoca ad intervallo di pochi giorni ne vennero alla luce in due riprese 647; forse rappresentavano la parte toccata a due lavoranti, ma più probabilmente furono venduti dal proprietario perchè essendo passati per le nostre mani abbiamo potuto constatare che vi erano rappresentati tutti gli imperatori del ripostiglio compreso il primo, cioè Nerone, del quale sette soli esemplari troviamo in 2528 denari classificati, ed anche Elio Cesare del quale se ne trovarono 6 esemplari soltanto fra i suddetti 2528. È dunque quasi evidente che la divisione fu praticata da mano esperta. Il ragguardevole numero dei pezzi di questo ripostiglio non venne a nostra cognizione che nello scorso mese d’aprile; dapprima ci si faceva credere che il proprietario tenesse soltanto due aurei di Faustina e circa un trecento denari d’argento, ma la pretesa di un prezzo piuttosto elevato, il dubbio che altre poi potessero sortirne e la incominciatane dispersione, ci fece allora ritenere quasi impossibile di poter reintegrare l’intero repostiglio per cui non ce ne siamo più occupati ed abbiamo ceduto l’acquistato piccolo nucleo di pezzi 367 al signor [p. 231 modifica]Cav. Francesco Gnecchi, il quale ne conserva tuttora le schede che gioveranno se potremo seguire le traccie del nucleo minore disperso di pezzi 280.

Verso la fine del detto mese d’aprile poi ci venne offerto nella sua interezza il nucleo principale che trovavasi ancora nelle mani del proprietario Don Giov. Batt. Peranzoni e del quale possiamo dare la seguente nota esatta:

Nerone denari d’argento N. 6  
Galba » » » 6  
Ottone » » » 4  
Vitellio » » » 6 fra i quali quello assai raro colle teste affrontate dei figli? nel rovescio: liberi imp qerm.....
Vespasiano » » » 117  
Tito » » » 33  
Domiziano » » » 166  
Nerva » » » 46  
Trajano » » » 435  
Adriano » » » 6  
    » medio bronzo » 1  
Sabina denari d’argento » 29 e fra questi uno inedito sabina avgvsta hadriani avg°. Testa diademata a destra — rovescio anepigrafe — Donna (Venere?) a destra con asta e scudo ai piedi tenendo nella destra un elmo.
Elio Cesare 1 » » » 6 fra i quali uno inedito aelivs caesar. Testa a destra — rovescio: tr pot cos ii Donna velata in piedi a destra, colla mano destra rialzata e la cassetta dei profumi nella sinistra, ai suoi piedi un altare.

Totale da riportarsi N. 1238

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Riporto N. 1238  
Antonino Pio denari d’argento » 418  
Faustina seniore » » » 213  
» » d’oro » 1  
medio bronzo » 1  
Antonino Pio e  
Marc’Aurelio denari d’argento » 7  
» d’oro » 1  
Marc’Aurelio » d’argento » 151 e fra questi uno inedito. (Vedi Prospetto in seguito).
Faustina juniore » » » 102  
Lucio Vero » » » 29 fra i quali uno inedito (Vedi Prospetto in seguito).

 
In totale pezzi N 2161 ai quali aggiunti gli altri  
647 dispersi formano un complesso di N. 2808 pezzi.

Avuti nelle mani questi denari, dopoché il proprietario ne prelevò cento (a quanto ci si assicura fra i rovesci duplicati dei vari imperatori), constatando la cattiva conservazione di tutti quelli da Nerone ad Antonino Pio ed il loro numero superiore alla metà del complesso e riconfermandoci nella certezza che sarebbe stata oramai assolutamente impossibile la reintegrazione dell’intero ripostiglio, ci siamo decisi ad acquistare soltanto quelli più ben conservati, cioè i denari di Sabina, Elio Cesare, Antonino Pio, Faustina seniore, Antonino Pio e Marco Aurelio, Marco Aurelio, Faustina juniore e Lucio Vero. E di buon grado avremmo acquistato anche gli altri se si avesse potuto raggiungere lo scopo suaccennato, e ciò per una doverosa deferenza all’illustre amico nostro Professore Luigi Adriano Milani, Direttore del Museo Etrusco e del Gabinetto Numismatico di Firenze, il quale così dottamente e diffusamente illustrò i cinque ripostigli di Fiesole, Aleria, Roma (questo di nostra proprietà), della Venera e di S. Bernardino2, quest’ultimo da noi pure recentemente acquistato sempre in [p. 233 modifica]omaggio alle idee svolte dal sullodato Prof. Milani nel suo pregiato lavoro, sull’importanza cioè che dovrebbesi annettere al mantenimento integrale dei ripostigli per il vero valore storico indiscutibile che rappresentano, talché ben a ragione egli li chiama veri codici del tempo, codici originali ed inalterabili.

Ai numismatici ricchi di censo è raccomandabile di entrare nella linea di vedute del chiarissimo Professore Milani perchè potrebbero, se lo volessero, iniziare questo nuovo genere di importanti collezioni per le quali non basta la buona volontà, e che non sono quindi alla portata di tutti, ma riescirebbero certo di grande utilità alla scienza, che deplora la scomparsa di preziose raccolte. Lo riscontriamo anche qui a Milano che appena trenta o quaranta anni addietro vantava contemporaneamente, oltre le celebri collezioni Trivulzio e Verri, tuttora in essere, quelle del Conte Taverna, del Conte Giacomo Bolognini Attendolo e del Rag. Giuseppe Sormani passate poi per legati nel Civico Museo, quelle del Conte Mulazzani, del Nobile Cagnola, della Principessa Belgiojoso Trivulzio3, dei fratelli Vandoni, del Marchese Cusani, del Cav. Giuseppe Gavazzi, del Gerson, del Rag. Consonni, del Franchetti, del Marchese d’Adda, del Cav. Muoni, dell’avvocato Bertolotti, del Conte Durini, del Cav. Morbio, del Cav. Repossi, del Bazzi conduttore dell’albergo del Biscione, del Canonico Codara, ecc. Di tutte queste per la maggior parte insigni raccolte, frutto di pazienti e lunghe ricerche locali, non ci restano oggi che quelle del Nob. Cagnola, del Cav. Gavazzi, del Cav. Muoni e dell’avv. Bertolotti i quali meritano lode per aver costantemente persistito negli studi e nelle ricerche numismatiche e per aver saputo resistere alla corrente delle vendite che da circa un decennio si susseguono non interrottamente. [p. 234 modifica]Sorsero è bensì vero in Milano diverse nuove collezioni ed in prima linea devonsi menzionare quelle dei Signori Cav. Francesco e Cav. Ercole Gnecchi che godono oramai una fama europea; vengono in seguito quelle del Cav. Prayer, del D.r Carotti, del Rag. Cogliati, dell’avvocato Batti, del D.r Comandini, del Sig. Rodolfo Sessa, del Sig. Migliavacca e qualche altra, né dimenticheremo la biblioteca numismatica raccolta dal modesto ma eruditissimo Prof. Luppi, ma senza far torto a tutti questi egregi nuovi numismatici ci permettiamo di asserire che ancora non ci compensano pienamente dei perduti.

Ma torniamo ai nostri denari del ripostiglio e passiamo ora in rassegna quelli degli ultimi due imperatori Marco Aurelio e Lucio Vero associato all’impero da Marco Aurelio dopo la morte di Antonino Pio l’anno 161, i quali potranno metterci forse sulla via di stabilire all’incirca l’epoca del sotterramento e le cause che lo determinarono.




Prospetto dei denari di Marco Aurelio.


N. degli esemplari ROVESCIO Anno di coniazione
1 clem (all’esergo) tr . pot . v . cos . ii . inedita
6 pietas avg 140.43
4 ivventas 141
1 cos . des . ii 144
16 cos . ii . La Speranza a sinistra . 145.46
1 tr . pot . cos . ii La Speranza a sinistra 146
3 tr . pot . ii . cos . ii Pallade a destra 148
3 tr . pot . iii . cos . ii La Provvidenza 149
1 clem . tr . pot . iii . cos . ii . 149
2 tr . pot . iii . cos . ii Pallade a destra . 149
4 tr . pot . ii . cos . ii . La Provvidenza . 149

42 Da riportarsi
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N. degli esemplari ROVESCIO Anno di coniazione
42 Riporto
1 tr . pot . vii . cos . ii . Roma in abito milit. a sin. 153
4 tr . pot . vii . cos . ii . Il genio dell’armata a sin 153
1 tr . pot . viii . cos . ii 154
1 tr . pot . viii . cos . ii 155
5 tr . pot . x . cos . ii . La Giustizia 156
1 tr . pot . x . cos . ii . Il genio del popolo romano 156
2 tr . pot . xi . cos . ii . La Felicità o la Pace a sin 157
8 tr . pot . xi . cos . ii . Soldato a sinistra 157
6 tr . pot . xii . cos . ii . La Pace o la Felicità 158
5 tr . pot . xiii . cos . ii . La Speranza . 159
1 tr . pot . xiii . cos . ii . Il valore a sinistra 159
1 tr . pot . xiiii . cos . ii . desig . iii . Guerriero di faccia 160
4 tr . pot . xiiii . cos . ii . Pallade a destra 160
12 prov . deor . tr . p . xv . cos . iii . 161
4 concord . avg . tr . p . xv . cos . iii 161
12 prov . deor . tr . p . xvi . cos . iii . 162
16 concord . avg . tr . p . xvi . cos . iii . 162
3 prov .deor . tr . p . xvii . cos . iii . 163
5 concord . avg . tr . p . xvii . cos . iii . 163
2 armen . tr . p . xviii . imp . ii . cos . iii . 164
1 tr . p . xviii . cos . ii 164
1 tr . p . xviii . cos . iii . La Concordia . 164
1 tr . p . xviii . cos . iii . La Felicità 164
4 p . m . tr . p . xviii . imp . ii . cos . iii . Guerriero a destra 164
1 tr . . . . cos . ii . Minerva a sinistra    ?
1 tr . pot . xviiii . cos . ii 165
1 pax . av . tr . p . xx . cos . iii 166
1 pax . tr . p . xx . imp . iiii . cos . iii . La Pace 166
1 vict . avg . tr . p . xx . cos . iii . 166

148



Inoltre nelle schede dei 367 denari del Cav. Gnecchi si trovano i seguenti altri denari di Marco Aurelio :

N. degli esemplari ROVESCIO Anno di coniazione
2 Cohen 9 152
2 » 10 161
2 » 14 162
3 » 15 163

9 Da riportarsi
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N. degli esemplari ROVESCIO Anno di coniazione
9 Riporto
1 Cohen dopo 77 161
3 » 151 140.43
1 » 181 161
1 » 184 162
2 » 185 162
2 » 219 150
2 » 228 153
1 » 240 156
1 » dopo 244   ?
1 » 252 158
1 » 253 158
1 » 265 160
2 » 278 164

28 che cogli altri 148 formano 176.




Prospetto dei denari di Lucio Vero.


N. degli esemplari ROVESCIO Anno di coniazione
1 aeqvitas . avg . La giustizia a sinistra coll’asta e la bilancia inedito
4 prov . deor . tr . p . cos . ii . 161
1 concordia . avg . cos . ii . 161
14 prov . deor . tr . p . ii . cos . ii 162
3 prov . deor . tr . p . iii . cos . ii . 163
2 tr . p . iii . imp . ii . cos . ii . (all’esergo) armen 163
3 tr . p . iiii . imp . ii . cos . iii . 164

28


E fra le schede del sig. Cav. Gnecchi ne troviamo:


N. degli esemplari ROVESCIO Anno di coniazione
5 Cohen 37 162
1 » 50 164
1 » 58 165

7 che uniti ai 28 sopradescritti formano 35.

[p. 237 modifica]Mentre adunque riscontriamo che fra i 35 denari di Lucio Vero l’ultimo coniato è quello dell’anno 165, fra quelli di Marco Aurelio ne troviamo invece tre coniati posteriormente e cioè quelli col rovescio della Pace e della Vittoria coniati l’anno 166. Altri denari di Lucio Vero si conoscono con rovesci diversi dai nostri che furono coniati nei successivi anni sino al 168, né è improbabile che qualcuno ce ne fosse fra i 280 dispersi. Meno agevole poi riescirebbe il supplire alla lacuna dei denari di Marco Aurelio che certamente dovevano formar parte del nucleo disperso, perchè se ne conoscono moltissimi coniati a tutto l’anno 180 in cui avvenne la sua morte.

Ma se l’esperta mano che operò la spartizione del ripostiglio ne collocò 28 nel nucleo dei 367 pezzi del signor Cav. Gnecchi, non ne avrà collocati forse più di 20 nell’altro dei 280, e crediamo ben difficile che fra questi 20 ve ne fossero di battuti posteriormente all’anno 168 considerato che nella totalità dei 176 pezzi che conosciamo se ne trovarono appena tre battuti nel 166 ed uno battuto nel 165. E facciamo constatare che i denari di questo ripostiglio sono coniati anteriormente all’anno 168 perchè appunto allora combattevasi la guerra Marcommanica, quindi gran passaggio di soldati nell’alta Italia, e fu in quello stesso anno che i due imperatori Marco Aurelio e Lucio Vero con poderoso esercito si recarono sino ad Aquileia in seguito a che i barbari del settentrione cessarono le ostilità e si mostrarono propensi alla pace. I due imperatori, ridonata la tranquillità alla Pannonia ed all’Illiria, poterono ritornarsene nel 169 verso Boma, ove giunse il solo Marco Aurelio, essendo morto Lucio Vero colpito da accidente presso Altino; ma nel successivo anno 170 i barbari ripresero le armi e Marco Aurelio, al quale mancavano danari e soldati in causa specialmente della peste che infieriva in Roma, liberati gli schiavi ne formò alcune legioni, come erasi già fatto all’epoca della guerra punica. Prese inoltre i gladiatori, i banditi della Dalmazia e molte compagnie di Germani formando così un grosso esercito e per supplire ai bisogni dell’erario vendette al pubblico incanto [p. 238 modifica]gli effetti preziosi del palazzo imperiale, persino le vesti di Faustina. E con una parte di tanto oro e argento ricavato è probabile siensi coniati i numerosi denari del 170 che avranno seguito l’esercito nelle casse militari e dei quali accenneremo soltanto i rovesci più comuni:

vict . avg . cos . iii
vict . avg . cos . iii . s . c.
cos . iii . La Fortuna in piedi a sinistra.
cos . iii . La Salute in piedi a destra.
cos . iii . Diana in piedi a destra,
cos . iii . Pallade in piedi a destra.
salvti . avg . cos . iii .
felicitas . avg . cos . iii .

Ebbene di tutti questi neppure uno ne troviamo nel ripostiglio di S. Zeno, come non ne troviamo di quelli coniati nel 173-74 colla Vittoria Germanica, né alcun altro dei coniati successivamente sino al 180 epoca della morte di Marco Aurelio e della fine della guerra Marcomannica. Incliniamo quindi a credere che il nostro tesoretto sia stato sotterrato nel 168 o nel 170, per il panico forse cagionato dal passaggio di tante milizie e più probabilmente nel 170 in cui sarà precorsa la voce dello strano esercito raccolto da Marco Aurelio.

Ad ogni modo sta il fatto che Verona, già dichiarata piazza d’armi sino dai tempi di Vespasiano, era spesso minacciata dai barbari presso le Alpi, ed è quindi possibile che, durante la lunga guerra Marcomannica, il timore appunto d’una invasione abbia determinato il sotterramento del ripostiglio di S. Zeno, che in tal caso sarebbe avvenuto fra il 168 e il 180.


Note

  1. Apprezzato nel Cohen L. 12. — È da notarsi il numero così limitato dei denari d’Elio Cesare in un ripostiglio d’oltre 2800 pezzi.
  2. Milani Luigi Adriano, Di alcuni repostigli di monete romane (studi di cronologia e storia). Estratto dal Museo di Antichità classica diretto da D. Comparetti, Vol. II, Puntata I, Anno 1886.
  3. In questa collezione, ricca di tremissi longobardi, trovavasi pure quello di Desiderio, col flavia mediolano, ora nel Mnseo di Torino, unico che si conoscesse sino all’anno 1886 in cui ne sorti un altro nell’Agro Lodigiano il quale forma ora parte della Collezione Averara di Lodi.

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