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CLVII. Del reame di Coilu (Coilum)

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CLVII. Del reame di Coilu (Coilum)
CLVI CLVIII
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CLVII (CLXXX)

Del reame di Coilu (Coilum).

Coilu si è un gran reame verso gherbino, quando l’uomo si parte di Mabar e va cinquecento miglia. E tutti sono idolatri, e si v’ha cristiani e iudei, e hanno loro linguaggio.1 Qui nascono i «mirabolani emblici», e pepe in grande abbondanza, che tutte le campagne e boschi ne sono piene: e tagliansi di maggio e di giugno e di luglio. E gli albori che fanno il pepe son dimestichi e piantansi e inacquansi2. Qui hae sí grande caldo che a pena vi si puote sofTerire: che, se togliesse uno uovo e mettessolo in alcuno fiume, non anderesti quasi niente che sarebbe cotto. Molti mercatanti vi vengono di Magi e d’Arabia e di Levante, e recano e portano mercatanzia con lor navi. Qui si ha bestie divisate dall’altre: ch’egli hanno leoni tutti neri e pappagalli di piú fatte, che ve n’ha de’ bianchi, ed hanno i [p. 228 modifica]piedi e ’l becco rosso, e sono molto begli a vedere; e sì v’ha paoni e galline piú belli e piú grandi ch’e’ nostri. E tutte cose hanno divisate dalle nostre, e non hanno niuno frutto che si somigli a’ nostri3. Egli fanno vino di zucchero molto buono. Egli hanno grande mercato d'ogni cosa, salvo che non hanno grano nè biada: ma hanno molto riso. E si v'ha molti savi istrolaghi4. Questa gente sono tutti neri, maschi e femmine, e vanno tutti ignudi, se non se tanto ch'egliono ricuoprono loro natura5 con un panno molto bianco. Costoro non hanno per peccato veruna lussuria; 6e tolgono per moglie la cugina e la matrigna, quando il loro padre si muore,7 e la moglie èe del fratello. Cotale è il loro costume come avete inteso. Or ci partiamo di qui,8 e andremo [nelle parti d'India,] in una contrada che si chiama Comacci.

  1. Berl. e non dáno trabuto (a niuno. Li) nasse (el) «verzi coilumin», el quale è molto bono. (Pad. berci come luvini; Pip. magni ut lupini; Fr. le berzi coilomin).
  2. Berl. Pad. * E sono... èndego molto bono in grande abondanza. E fasse de sugo de erbe; e sì lo mete in gran (sechi) e meteno aqua in quelli; e sì lo lassa star infina ch’elo se desfa. E dapuò lo meteno al sol molto caldo, e sì ’l fa sunar insembre; e deventa comò pasta; e dapuò el taia menudo, segondo ch’el se aduxe de zià. In questa contrà è gran briga a viver per...
  3. Berl. * nè algun oxelo, e questo per el gran calor che sono. E non ano biave;... fano vin de zucaro, el qual sono molto bon, e fa l’omo piú tosto inbriago che altro vin che sia.
  4. Pad. * e molti miedexi.
  5. Pad. d’uno bel drapo.
  6. Berl. e fano i suo’ maridazi in questa forma: i tuoi per moier...
  7. Pad. e le cugnade dapoi la morte di maridi. E questo se observa per tuta India.
  8. Berl. e diremo de Comain.