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Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/242

228 il milione

piedi e ’l becco rosso, e sono molto begli a vedere; e sì v’ha paoni e galline piú belli e piú grandi ch’e’ nostri. E tutte cose hanno divisate dalle nostre, e non hanno niuno frutto che si somigli a’ nostri1. Egli fanno vino di zucchero molto buono. Egli hanno grande mercato d'ogni cosa, salvo che non hanno grano nè biada: ma hanno molto riso. E si v'ha molti savi istrolaghi2. Questa gente sono tutti neri, maschi e femmine, e vanno tutti ignudi, se non se tanto ch'egliono ricuoprono loro natura3 con un panno molto bianco. Costoro non hanno per peccato veruna lussuria; 4e tolgono per moglie la cugina e la matrigna, quando il loro padre si muore,5 e la moglie èe del fratello. Cotale è il loro costume come avete inteso. Or ci partiamo di qui,6 e andremo [nelle parti d'India,] in una contrada che si chiama Comacci.

  1. Berl. * nè algun oxelo, e questo per el gran calor che sono. E non ano biave;... fano vin de zucaro, el qual sono molto bon, e fa l’omo piú tosto inbriago che altro vin che sia.
  2. Pad. * e molti miedexi.
  3. Pad. d’uno bel drapo.
  4. Berl. e fano i suo’ maridazi in questa forma: i tuoi per moier...
  5. Pad. e le cugnade dapoi la morte di maridi. E questo se observa per tuta India.
  6. Berl. e diremo de Comain.