Il Tesoro (Latini)/Libro IV/Capitolo VI

Capitolo VI. Dell’ipotamo

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Brunetto Latini - Il Tesoro (XIII secolo)
Traduzione dalla lingua d'oïl di Bono Giamboni (XIII secolo)
Capitolo VI. Dell’ipotamo
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Capitolo VI.


Dell’ipotamo1.


Ipotamo è un pesce, ch’è chiamato cavallo fiumatico, però che ’l nasce nel fiume del Nilo. [p. 114 modifica]E lo suo dosso, e li suoi crini, e la sua boce, è come di cavallo. E le sue unghie son fesse, come d’uno bue, e denti come porco salvatico2. E ha la coda come cane bretone ritorta3. E mangia biade ne’ campi, e va a dietro quando vede l’uomo, per paura che non gli faccia alcuno aguato, e questo fa per sua guardia4.

E quando mangia troppo, e conosce ch’è rinfuso per troppo mangiare5, egli va suso per le canne che sono tagliate di novello, tanto che ’l sangue gli esce de’ piedi in grande abbondanza, per le canne che sono tagliate, che gli tagliano i piedi6. E in questo modo si medica7 della sua malattia8

  1. Il t De ypotame. Corretto portanie, in ipotamo, coi mss. Ambr. e vis. Così nel periodo appresso.
  2. Il t: comme de buef, et a denz de sanglier. Empiuta la lacuna delle stampe: fesse come d’uno porco salvatico.
  3. Corretto coda ritonda, in coda ritorta, col t la coe retorte, e col ms. Vis. Come cane bretone, manca al t.
  4. Empita la lacuna col t: et manjue blès de champ, où il va a reculons por les agaiz des homes. Le stampe non hanno: e mangia biade ne’ campi, e.
  5. Il t par son mangier
  6. Per le canne che sono tagliate, che gli tagliano i piedi glossa soverchia del Volgarizzatore.
  7. Corretto medicina, in medica, col ms. Vis.
  8. Il t: et par tel maistrie garit il de sa maladie.