Capitolo XVIII

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Gaio Sallustio Crispo - Il Catilinario (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Bartolomeo da San Concordio (XIV secolo)
Capitolo XVIII
XVII XIX
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CAPITOLO XVIII.


Come Catilina acquistò molta gente, e una femmina ammirabile.


In quel tempo Catilina acquistò molta gente di diverse condizioni, e eziandio alquante femmine, le quali prima aveano guadagnato molto avere di peccato di loro corpo; e, poichè eran venute in tempo1 ch’era

fatto fine a lor guadagno, ma non a lor lussuria, aveano fatti gran debiti, e consumati molti danari. Per queste cotali femmine si credea Catilina potere sollecitare de’ servi della città, e la città incendere; e li lor mariti o aggiungersegli, ovvero uccidere2. In fra le dette femmine fu una maravigliosa, ch’avea nome Sempronia, la quale spesse fiate avea commesse molte cose d’ardimento d’uomo reo. Questa femmina quanto di sua generazione e di bellezza, anche di marito e figliuoli fu assai bene avventurosa3: sapea bene di lettera4 in greco e in latino; cantare e saltare5 più che non è mestieri a valente femmina: molte altre cose sapea e facea acconciamente, che sono movimento a lussuria. Ogni cosa del mondo avea per più cara che sua onestà o suo onore; ma s’ella curava meno della pecunia ovvero della sua fama, non si potrebbe già leggermente conoscere. Di lussuria era ella sì accesa, che più spesso addomandava gli uomini, ch’ella non era addomandata da loro. Ella molte fiate per lo tempo passato avea fatto contra sua fede; avea negato e spergiurato debito; era stata in uccisioni ordinarie; era andata e sprofondata in lussuria e in povertà6. Veramente lo ingegno suo non fu piccolo: chè sapea e potea in gramatica7 fare versi; muovere altrui a sollazzo; usare parole oneste e composte, ovvero amorevoli e lusinghevoli, ovvero sfacciate e villane: molte piacevolezze e molto bel parlare avea per mano8. [p. 31 modifica]82,3,Alex brollo

CAPITOLO XIX.


Come Catilina si studiava contra Cicerone, il quale si sapea ben guardare.


Queste cose avendo Catilina così disposte, niente meno l’anno vegnente desiderava e domandava il consolato, sperando che, s’egli fosse fatto consolo, egli avrebbe leggermente fatto d’Antonio secondo la sua volontà9. Nè però in questo mezzo stava niente in pace, ma in tutti i modi ordinava10 come per alcuno tradimento fosse morto Cicerone. Bene è vero che a guardarsi Cicerone non gli mancava di sapere, degl’ingegni e delle astuzie11 secondo ch’era mestiere: onde al principio di suo consolato, promettendo molte cose a Fulvia, avea fatto che Quinto Curio, che è detto di sopra, gli manifestasse li consigli di Catilina. Anche Antonio suo compagno, promettendogli la signoria d’una provincia, sospinse e recò a ciò, che egli non sentisse, nè facesse contra la repubblica12. Anche Antonio a suo luogo sì avea guardie occulte d’amici e sergenti assai13.

82,3,Alex brollo

CAPITOLO XX.


Come Catilina ordinava di combattere14 Roma.


Poichè il dì fu venuto dell’elezione, e nè la petizione di Catilina, nè guati ch’avea fatto al consolo ebbono luogo15, determinò di far guerra pubblica, e venire all’ultima prova di battaglia: perocchè quelle cose, ch’egli avea volute fare occulte, disconciamente erano avvenute16. Allora mandò C. Manlio a Fiesole e in quelle parti di Toscana; uno ch’avea

Note

  1. tempo qui vale età. V. a p. 12 la n. 7.
  2. e li lor mariti o aggiungersegli, ec.) Aggiungere a sè alcuno vale renderselo fautore ed amico: ed è registrato nel vocabolario con questo ed un altro esempio solo del nostro autore.
  3. quanto di sua generazione e di bellezza, anche ec.) Questo anche in corrispondenza di quanto è un modo al tutto proprio del nostro autore; che non ci ricorda di averne ritrovato altro esempio, e non sapremmo consigliare a’ giovani di doverlo imitare.
  4. lettera ) V. a pag. 4 la n. 1.
  5. saltare qui sta alla latina per ballare.
  6. era andata e sprofondala in lussuria e in povertà ) Non possiamo qui rimanerci dal far ammirare la brevità e la forza di queste parole, le quali bene gareggiano, e vincono quasi l’originale latino, che ha: luxuria atque inopia praeceps abierat: anzi vogliamo tutto qui riferire il ritratto di questa rea femmina come sta nell’originale, perchè si possa ben vedere con quanta puntualità e forza è stato voltato in toscano. Sed in his erat Sempronia, quae multa saepe virilis audaciae facinora commiserat. Haec mulier genere atque forma, praeterea viro, liberis, satis fortunata: litteris graecis atque latinis docta: psallere, saltare, elegantius quam necesse est probae; multa alia, quae instrumenta luxuriae sunt, sed ei cariora semper omnia, quam decus atque pudicitia fuit. Pecuniae an famae minus parceret, haud facile discerneres: lubidine sic accensa, ut saepius peteret viros, quam peteretur. Sed ea saepe antehac fidem prodiderat, creditum abjuraverat, caedis conscia fuerat, luxuria atque inopia praeceps abierat. Verum ingenium ejus haud absurdum: posse versus facere; jocum movere; sermone uti vel modesto, vel molli, vel procaci: prorsus multae facetiae, multusque lepos inerat.
  7. gramatica ) V. a p. 4 la n. 1.
  8. molto bel parlare avea per mano) Aver per mano,per le mani, o tra le mani checchessia, val proprio averlo in pronto, facile, o simili. E il Boccaccio nella nov. 66 disse: Era il più piacevole ed il più sollazzevole uom del mondo, e le più nuove novelle avea per le mani.
  9. avrebbe fatto d’Antonio secondo la sua volontà) Fare di uno, o di alcuna cosa, vale disporne
  10. ordinare qui sta per macchinare, come altre volte è stato pure adoperato dal nostro autore, e da noi avvertito.
  11. non gli mancava di sapere, degli ingegni e delle astuzie, cioè non gli mancava sapere, ingegni e astuzie, essendo qui la particella di adoperata quasi come per ripieno; e per ingegni si vuole intendere inganni, frodi.
  12. nè facesse contra la repubblica) Far contro la repubblica, cioè operar contro la repubblica e a suo danno: e questo esempio sarebbe da aggiungere al vocabolario, che ne manca.
  13. guardie occulte d’amici e sergenti assai) Sergente qui sta per satellite
  14. combattere, tr., qui sta per dare assalto
  15. e nè la petitione di Catilina, nè guati ec. ebbono luogo) Facciamo qui notare che guato è voce antica da non usare, ed è lo stesso che agguato o aguato, cioè insidia; e quell’aver luogo, che qui sta per avere effetto, ed è bel modo di nostra lingua. Il Casa nelle Lett. disse: Piaccia loro che la volontà del cardinal Bembo abbia luogo, e che l’utile di esse (istorie) sia vostro.
  16. disconciamente erano avvenute) Disconciamente è lo stesso che sconciamente; e così traduce qui frate Bartolommeo le parola latine: aspera foedaque evenerant.