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30 il catilinario

CAPITOLO XVIII.


Come Catilina acquistò molta gente, e una femmina ammirabile.


In quel tempo Catilina acquistò molta gente di diverse condizioni, e eziandio alquante femmine, le quali prima aveano guadagnato molto avere di peccato di loro corpo; e, poichè eran venute in tempo1 ch’era fatto fine a lor guadagno, ma non a lor lussuria, aveano fatti gran debiti, e consumati molti danari. Per queste cotali femmine si credea Catilina potere sollecitare de’ servi della città, e la città incendere; e li lor mariti o aggiungersegli, ovvero uccidere2. In fra le dette femmine fu una maravigliosa, ch’avea nome Sempronia, la quale spesse fiate avea commesse molte cose d’ardimento d’uomo reo. Questa femmina quanto di sua generazione e di bellezza, anche di marito e figliuoli fu assai bene avventurosa3: sapea bene di lettera4 in greco e in latino; cantare e saltare5 più che non è mestieri a valente femmina: molte altre cose sapea e facea acconciamente, che sono movimento a lussuria. Ogni cosa del mondo avea per più cara che sua onestà o suo onore; ma s’ella curava meno della pecunia ovvero della sua fama, non si potrebbe già leggermente conoscere. Di lussuria era ella sì accesa, che più spesso addomandava gli uomini, ch’ella non era addomandata da loro. Ella molte fiate per lo tempo passato avea fatto contra sua fede; avea negato e spergiurato debito; era stata in uccisioni ordinarie; era andata e sprofondata in lussuria e in povertà6. Veramente lo ingegno suo non fu piccolo: chè sapea e potea in gramatica7 fare versi; muovere altrui a sollazzo; usare parole oneste e composte, ovvero amorevoli e lusinghevoli, ovvero sfacciate e villane: molte piacevolezze e molto bel parlare avea per mano8.

  1. tempo qui vale età. V. a p. 12 la n. 7.
  2. e li lor mariti o aggiungersegli, ec.) Aggiungere a sè alcuno vale renderselo fautore ed amico: ed è registrato nel vocabolario con questo ed un altro esempio solo del nostro autore.
  3. quanto di sua generazione e di bellezza, anche ec.) Questo anche in corrispondenza di quanto è un modo al tutto proprio del nostro autore; che non ci ricorda di averne ritrovato altro esempio, e non sapremmo consigliare a’ giovani di doverlo imitare.
  4. lettera ) V. a pag. 4 la n. 1.
  5. saltare qui sta alla latina per ballare.
  6. era andata e sprofondala in lussuria e in povertà ) Non possiamo qui rimanerci dal far ammirare la brevità e la forza di queste parole, le quali bene gareggiano, e vincono quasi l’originale latino, che ha: luxuria atque inopia praeceps abierat: anzi vogliamo tutto qui riferire il ritratto di questa rea femmina come sta nell’originale, perchè si possa ben vedere con quanta puntualità e forza è stato voltato in toscano. Sed in his erat Sempronia, quae multa saepe virilis audaciae facinora commiserat. Haec mulier genere atque forma, praeterea viro, liberis, satis fortunata: litteris graecis atque latinis docta: psallere, saltare, elegantius quam necesse est probae; multa alia, quae instrumenta luxuriae sunt, sed ei cariora semper omnia, quam decus atque pudicitia fuit. Pecuniae an famae minus parceret, haud facile discerneres: lubidine sic accensa, ut saepius peteret viros, quam peteretur. Sed ea saepe antehac fidem prodiderat, creditum abjuraverat, caedis conscia fuerat, luxuria atque inopia praeceps abierat. Verum ingenium ejus haud absurdum: posse versus facere; jocum movere; sermone uti vel modesto, vel molli, vel procaci: prorsus multae facetiae, multusque lepos inerat.
  7. gramatica ) V. a p. 4 la n. 1.
  8. molto bel parlare avea per mano) Aver