Il Canzoniere (Bandello)/Le Rime Estravaganti/XVI - Piangi, viator, ch'ogni uom che passa, piange

Le Rime Estravaganti
XVI - Piangi, viator, ch'ogni uom che passa, piange

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Le Rime Estravaganti
XVI - Piangi, viator, ch'ogni uom che passa, piange
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XVI.


È il terzo dei detti sonetti-epitaffi. Il Pèrcopo editore di essi, crede, con pieno fondamento, che l’Antonia dall’«altera cetra» e dal canto sì soave sia la figlia della rimatrice milanese Camilla Scarampa, quella stessa cui è dedicata la nov. I-13 come si vide per il sonetto precedente «della cui casa il Bandello era uno dei più assidui frequentatori durante i suoi soggiorni a Milano» (p. 6). E cita, opportunamente, un brano della dedica della nov. I-5 con cui il Bandello invia certa novella udita «in casa de la vertuosissima signora Camilla Scarampa» alla presenza di molti «signori e gentiluomini» convenuti «per udir sonar e cantare la bella e vertuosa figliuola d’essa signora Camilla, alor chiamata Antonia, ora suor Angela Maria, essendosi ella in Genova fatta monaca» (p. 69). Si avverta inoltre che in questo sonetto contrariamente ai precedenti designa la donna defunta col suo nome; vero e proprio necrologio in versi di Antonia Scarampa.


Piangi, viator, ch’ogni uòm che passa, piange,1
     E, riverente, adora questa pietra,
     Ove le fredde e belle membra impietra
     4Antonia, che, morendo, ogni cor ange.
Per lei l'arco e la lyra Apollo frange;
     Certo mai non sentir sì altera cetra.
     La cui dolcezza ogn’altra fama arretra
     8Dal Pado a l’Istro, da l'Eurota al Gange.2
Spesso fu visto, al suon leggiadro e santo.
     Fermarsi, intento, il ciel e ogni stella.
     11Sì dolce con la lira mosse il canto!3
L’alma, con Giove, siede in l’alta sella;4
     La fama al mondo vola, e ’l casto manto5
     14Copre quest’urna fra le belle bella.


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  1. V. 1. Piangi, viator, o tu che passi ecc. L’invito altrui a versar lacrime è usato spesso dai classici latini e italiani; cfr. Dante, Vita Nuova, VIII; cfr. Petrarca, per la morte di Cino da Pistoia, Canz., XCII.
  2. V. 8. Pado ecc., dal Po al Danubio, dall’Eurota (fiume della Laconia) al Gange.
  3. V. 11. E possono servire da documento queste righe della citata dedica. «... essendosi ella in Genova fatta monaca; la qual nel vero al presente ha sortito nome più a lei convenevole [suor Angela Maria] e a le sue virtù e rare bellezze, che prima non aveva, perciò che qualunque persona la vede ed ode sonar e cantare tien per fermo di veder e sentir un angelo celestiale» (p. 69).
  4. V. 12. Il Pèrcopo avverte che il codice dà altra.
  5. V. 13. Casio manto, è vergine suora.