I quattro libri dell'architettura (1790)/Libro I - XVIII

Libro I - Capitolo XVIII

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CAPITOLO XVIII.

Dell’Ordine Composito.


L’
Ordine Composito, il quale vien anco detto Latino, perchè fu invenzione degli Antichi Romani, è così chiamato perchè partecipa di due de’ sopradetti Ordini; ed il più regolato e più bello è quello, che è composto di Jonico e di Corintio. Si fà più svelto del Corintio e si può fare simile a quello in tutte le parti, fuori che nel Capitello. Le colonne deono esser lunghe dieci moduli. Nel disegno del colonnato semplice, gli intercolunnj sono d’un diametro e mezzo e questa maniera è dimandata da Vitruvio Picnostilos. Ed in quello degli Archi i pilastri sono per la metà della luce dell’Arco, e gli Archi sono alti fin sotto il volto due quadri e mezzo. [p. 57 modifica]

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[p. 60 modifica] E perchè (come ho detto) si dee fare quest’Ordine più svelto del Corintio, il suo Piedistallo è per il terzo dell’altezza della colonna, e si divide in parti otto e mezza. D’una parte si fa la Cimasa, di due la Base, e cinque e mezza restano al Dado. La Base del Piedistallo si divide in tre parti, due si danno allo Zoccolo, e una a’ suoi Bastoni colla sua Gola.

La Base della colonna si può far Attica, come nel Corintio, e si può fare anco composta dell’Attica e della Ionica, come si vede nel disegno.

La Sacoma dell’Imposta degli Archi è accanto al piano del Piedistallo, e la sua altezza è quanto è grosso il Membretto. [p. 61 modifica]

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Il Capitello Composito ha quelle istesse misure che ha il Corintio; ma è diverso da quello per la Voluta, Ovolo, e Fusarolo, che sono membri attribuiti al Jonico; e il modo di farlo è questo. Dall’Abaco in giù si divide il Capitello in tre parti, come nel Corintio. La prima parte di dà alla prima Foglia, e la seconda alla seconda, e la terza alla Voluta, la quale si fa in quell’istesso modo e con quei medesimi punti, coi quali si è detto che si fa la Jonica: ed occupa tanto dell’Abaco, che paja, ch’ella nasca fuori dell’Ovolo appresso il Fiore, che si pone nel mezzo della curvatura di detto Abaco; ed è grossa in fronte, quanto è lo smusso, che si fa sulle corna di quello, o poco più. L’Ovolo è grosso delle cinque parti dell’Abaco le tre: la parte sua inferiore comincia al diritto della parte inferiore dell’occhio della Voluta: ha di sporto delle quattro parti della sua altezza le tre; e viene col suo sporto al diritto della curvatura dell’Abaco, o poco più in fuori. Il Fusarolo è per la terza parte dell’altezza dell’Ovolo, ed ha di sporto alquanto più della metà della sua grossezza, e gira intorno il Capitello sotto la Voluta, e sempre si vede. Il Gradetto, che va sotto il Fusarolo e fa l’orlo della campana del Capitello, è per la metà del Fusarolo. Il vivo della campana risponde al dritto del fondo dei canali della colonna. Di questa sorte ne ho veduto uno in Roma, dal quale ho cavate le dette misure, perchè mi è parso molto bello e benissimo inteso. Si veggono anco Capitelli fatti in altro modo, che si possono chiamar Compositi, de’ quali si dirà e si poneranno le figure ne’ miei libri delle Antichità. L’Architrave, il Fregio, e la Cornice sono per la quinta parte dell’altezza della colonna; e per quello, ch’è stato detto di sopra negli altri Ordini e per i numeri posti nel disegno, si conosce benissimo il loro compartimento. [p. 65 modifica]