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Guida della montagna pistoiese/Campo Tizzoro fra Ponte Petri e il Bardalone

Campo Tizzoro fra Ponte Petri e il Bardalone

../Da Cavinana a Maresca, e da Maresca al Corno alle Scale o al Cupolino e al Lago Scaffaiolo ../Da San Marcello a Mandromini, al Corno alle Scale e al Lago Scaffaiolo IncludiIntestazione 23 novembre 2019 100% Da definire

Campo Tizzoro fra Ponte Petri e il Bardalone
Da Cavinana a Maresca, e da Maresca al Corno alle Scale o al Cupolino e al Lago Scaffaiolo Da San Marcello a Mandromini, al Corno alle Scale e al Lago Scaffaiolo

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CAMPO TIZZORO
fra PONTE PETRI e il BARDALONE


Guida della montagna pistoiese 1878 (page 101 crop).jpgl Capitan Cini nelle sue Osservazioni storiche sulla montagna, e il De Brosses nel suo bel lavoro sopra Sallustio, riscontrata la località, e disegnatavi questi una carta topografica, opinarono che ivi fosse avvenuta la famosa battaglia di Catilina secondo che la descrive Sallustio, per certo, com’egli dice, nella campagna pistoiese; e che quanto al sito così si esprime: Planities erat inter sinistros montes; et ab dextera, rupes aspera. Lo che riscontrerebbe con questo luogo che ha i monti a sinistra, e a destra una rupe scoscesa, e dove pur si scavarono ossa umane e monete consolari. Le stesse prove si fanno valere da chi, com’è detto in principio, vorrebbe la battaglia avvenuta in Vaioni. Non è a valutare l’opinione di chi la suppose nel pian di Malarme presso il Sestaione, assai troppo lungi dal luogo dove si proponeva di andar Catilina, cioè nella Gallia Cisalpina; perchè la prima via e più frequentata che gli si offerisse, era quella della Collina lungo la valle della [p. 92 modifica] Limentra. Poco distante da Campo Tizzoro è un luogo detto Malconsiglio, perchè vuolsi che Catilina prendesse ivi l’infausto consiglio di venire alla prova delle armi. Certo è, secondo Sallustio, che l’audace Romano, corrono già 20 secoli, venuto da Fiesole, sempre lungo monte, a questa parte dell’agro pistoiese per passare nella Gallia Cisalpina, fu circondato nel cuor dell’inverno su questi monti dalle molte milizie di Metello Celere e Petreio, per ordine d’Antonio mandatigli contro da Roma. Fu allora che disposte le sue coorti a battaglia, egli co’ suoi combattè con grande ardore senza mai indietreggiare. Caduti perfine i suoi capitani, ed ei rimasto con pochi, si lanciò nel folto dei nemici, ed ivi pugnando fu ucciso.