Favole (Fedro)/Libro quarto/X - Il Ladro che spoglia l'Altare

Libro quarto: X - Il Ladro che spoglia l'Altare

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Fedro - Favole (I secolo)
Traduzione dal latino di Giovanni Grisostomo Trombelli (1797)
Libro quarto: X - Il Ladro che spoglia l'Altare
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FAVOLA   X.

Il Ladro che spoglia l’Altare.

UN Ladro al fuoco de l’Altar di Giove
     Il lume accese, onde spogliarlo ardìo,
     Ed iva già del sacro frutto onusto;
     Quando del nume cotai voci usciro:
     5Benchè don di ria gente è ciò che involi,
     Sicchè l’odio, e’l tuo furto a me non cale;
     Tu però, scellerato, con la vita,

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     Allor che giunga il destinato giorno,
     Vo’ che ne paghi il fio. Ma perchè il fuoco,
     10Per cui Religione i Numi adora,
     A favor non risplenda de’malvagi;
     Ch’altro indi s’accenda, io fo divieto.
     Così non più si accende il sagro fuoco
     A la lucerna, o questa a lui si alluma.
          15* Quanto d’util racchiuda la novella,
     Il potrà solo disvelar l’Autore.
     Ella dunque ne avverte, che non rado
     Nutre fiero nemico nostra mensa.
     Che non per ira il ciel punisce i rei,
     20Ma spesso tarda la vendetta il fatto
     Con gli empj; alfin ogni adoprar condanna.